Perché il vaccino anti-HPV è destinato alle ragazze dai 12 anni?

L'infezione da Papilloma virus umano (HPV) è il principale fattore di rischio per il tumore alla cervice e le condilomatosi genitali. Oggi, si può combattere in anticipo grazie al vaccino ideato da Harald Zur Hausen, premio Nobel per la Medicina del 2008, che ha rivoluzionato l'approccio alla prevenzione del cancro. La vaccinazione potenzia le difese del sistema immunitario e protegge dall'infezione da parte dei ceppi di HPV più frequentemente implicati nello sviluppo di lesioni precancerose, tumori e condilomi.

Il vaccino anti-HPV è consigliato per le bambine e le giovani donne di età compresa tra i 9 e i 26 anni. In Italia, la vaccinazione è raccomandata e gratuita per le ragazze nel corso del 12° anno di vita, in quanto si suppone che non abbiano ancora iniziato la loro attività sessuale. L'efficacia della vaccinazione diminuisce nelle donne che hanno già avuto rapporti sessuali, cioè nel caso si sia verificata una pregressa esposizione all'HPV.

I prodotti disponibili sono di due tipologie: il vaccino bivalente, ovvero attivo contro i tipi 16 e 18 del virus considerati i più pericolosi, e il quadrivalente, che previene anche le infezioni derivate dai tipi 6 e 11 del virus. La vaccinazione completa prevede la somministrazione di 3 iniezioni intramuscolari cadenzate nel corso di 6 mesi. È necessario comunque ricordare che il vaccino, pur essendo l'arma più efficace per prevenire il tumore del collo dell'utero, non copre tutti i tipi virali oncogeni: lo screening è quindi necessario anche per le donne vaccinate.

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