Tumore ai testicoli: fase post-terapeutica

Tra le varie domande che un individuo con un tumore ai testicoli pone al proprio medico, che ne sono anche alcune che riguardano la fase post-terapeutica, come per esempio:

  • "Potrò ancora avere figli o è sempre meglio congelare lo sperma?"
  • "Il desiderio sessuale rimarrà immutato o dovrò sottopormi a una cura a base di testosterone?"
  • "Dovrò apportare delle modifiche allo stile di vita? Se sì, che cosa è meglio fare?"

Vediamo, sinteticamente e con ordine, quali sono le risposte dei medici e degli esperti del settore a tali quesiti…

POSSIBILITA' DI AVERE FIGLI

Non è mai stato scientificamente provato che soffrire di un tumore a un testicolo impedisca di avere figli.

Tuttavia, i medici consigliano, ai pazienti operati, di evitare la paternità per almeno i primi 12 mesi da quando si è concluso il trattamento.
Un anno, infatti, è il tempo sufficiente affinché la produzione di spermatozoi (che la chemioterapia potrebbe aver pregiudicato) si normalizzi e gli stessi spermatozoi ritornino ad essere attivi e sani come prima del trattamento.

Diverso è il caso di un tumore a entrambi i testicoli. In questi frangenti, poiché l'asportazione è bilaterale, la produzione di spermatozoi sarà del tutto compromessa, così come la possibilità di avere figli.
La soluzione proposta dagli esperti è congelare lo sperma prima dei trattamenti.

DESIDERIO SESSUALE

I trattamenti per il tumore – in particolare chemioterapia e radioterapia – provocano uno stato di stanchezza che tende a risolversi soltanto qualche mese dopo la fine delle terapie.
Questo può portare a un calo evidente della libido; calo che, però, è soltanto temporaneo: infatti, con la ripresa delle forze il paziente ritrova lo stesso desiderio sessuale pre-operatorio.

Sul calo della libido, gli esperti affermano che non bisogna trascurare nemmeno l'influsso della condizione mentale: sapere di soffrire di un tumore ai testicoli può deprimere un uomo e inibirne, in parte e temporaneamente, la sua libido.

CURA A BASE DI TESTOSTERONE

In genere, dopo la rimozione di uno dei due testicoli, il testicolo rimanente aumenta spontaneamente la propria produzione di testosterone e di spermatozoi; in altre parole, s'innesca un processo naturale di compensazione.

Quando, però, ciò non si verifica o quando sono stati rimossi entrambi i testicoli, i medici ricorrono alla somministrazione di testosterone esogeno.

Ciò serve a garantire il giusto apporto di ormoni maschili e una normale capacità d'erezione (che, senza testicoli e senza un terapia ormonale sostitutiva, sarebbe esigua).

Inoltre, occorre ricordare che la mancanza di testosterone può essere anche responsabile di: osteoporosi, stanchezza cronica, predisposizione alle malattie cardiovascolari, tendenza al diabete e disturbi dell'umore.

Immagini simili