Trapianto di polmone: alcuni numeri interessanti

Riservato alle persone con una malattia polmonare all'ultimo stadio e non più trattabile in altra maniera, il trapianto di polmone è il delicato intervento chirurgico tramite cui si sostituiscono uno o entrambi i polmoni originari con degli elementi analoghi sani, provenienti di solito da un donatore morto di recente.

Secondo un'interessante indagine statistica statunitense, a partire dal 2005 le principali ragioni che hanno reso necessario un trapianto di polmone/i sono state:

  • Per un 27% dei casi, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Rientrano all'interno di questa categoria patologica anche i pazienti con enfisema polmonare non dovuto a deficit di alfa 1-antitripsina. 
  • Per un 16%, la fibrosi polmonare di tipo idiopatico. In medicina, il termine idiopatico associato a una patologia indica che quest'ultima è insorta senza ragioni evidenti o dimostrabili.
  • Per un 14%, la fibrosi cistica.
  • Per un 12%, l'ipertensione polmonare idiopatica.
  • Per un 5%, il deficit di alfa 1-antitripsina. Quest'ultima è una proteina fondamentale per la buona salute degli alveoli, in quanto garantisce loro elasticità e la possibilità di riempirsi d'aria in modo adeguato e senza danneggiamenti. La mancanza di alfa 1-antitripsina deriva da un difetto genetico trasmesso per via ereditaria e comporta, tra le possibile conseguenze, una forma molto rara di enfisema polmonare.
  • Per un 2%, un precedente trapianto di polmone/i non andato a buon fine.
  • Per un 24%, altre cause, tra cui le bronchiectasie e la sarcoidosi a una stadio molto avanzato.

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