Trapianto di midollo osseo: prognosi

Il trapianto di midollo osseo, detto anche trapianto di cellule staminali ematopoietiche, è il trattamento medico-chirurgico mediante cui si sostituisce un midollo osseo non più funzionale con un midollo osseo sano, allo scopo di ristabilire la normale produzione di cellule del sangue.

Praticato in caso di gravi malattie del sangue (anemia aplastica, linfomi, leucemie ecc), il trapianto di midollo osseo può essere di tipo allogenico o di tipo autologo. Allogenico vuol dire che il midollo osseo viene prelevato da un donatore compatibile; autologo, invece, significa che il midollo osseo proviene dallo stesso paziente da curare (N.B: in questo frangente, prima di riutilizzarle, le cellule staminali ematopoietiche vanno sottoposte a chemioterapia).

È una procedura delicata, complessa e che viene eseguita soltanto in determinate condizioni; tra queste, si segnalano in particolar modo: uno stato di salute del paziente ottimale (a dispetto della malattia che lo affligge) e l'impraticabilità (perché inefficace) di una qualsiasi altra cura alternativa.

L'esito dei trapianti di midollo osseo dipende da:

  • Il tipo di trapianto (autologo o allogenico)
  • Il tipo e la gravità della malattia che ne ha richiesto l'esecuzione
  • Età e stato di salute del ricevente
  • La tolleranza ai farmaci per il condizionamento e la terapia antirigetto
  • La gravità delle complicazioni instauratesi

SOPRAVVIVENZA: DIFFERENZE TRA TRAPIANTI ALLOGENICI E AUTOLOGHI

Alcuni studi statistici statunitensi, relativi allo Stato dell'Arizona e del Minnesota, riportano che…

  • A 100 giorni dalla procedura, il tasso di sopravvivenza dei trapiantati di midollo osseo allogenico è compreso tra il 91% e il 96,3%; mentre quello dei trapiantati di midollo osseo autologo è compreso tra il 97,6% e il 98%.

  • A un anno dal trattamento, il tasso di sopravvivenza dei trapiantati di midollo osseo allogenico, è compreso tra il 63,3% e il 73,2%; mentre quello dei trapiantati di midollo osseo autologo è compreso tra il 90% e il 91,4%.

  • Il tasso di sopravvivenza dei bambini trapiantati di midollo osseo è del 91,8% e del 72,4%, rispettivamente a 100 giorni e a un anno dalla procedura. (N.B: occorre precisare che, in questo frangente, i dati numerici si riferiscono sia ai trapianti di tipo autologo che a quelli di tipo di allogenico; inoltre, la statistica riguarda soltanto il Minnesota).

Si sono riportate tali ricerche – ma, data la similarità in termini di risultati, se ne sarebbero potute citare altre – per dimostrare come le procedure di tipo autologo siano più efficaci di quelle allogeniche.

Con ciò, tuttavia, e anche per quanto detto in precedenza, sarebbe scorretto concludere che è soltanto il tipo di trapianto a influenzare la buona riuscita del trattamento.

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