Trapianto d’intestino tenue: fase post-operatoria

Il trapianto d'intestino tenue (o del piccolo intestino) è l'operazione chirurgica con cui si provvede alla sostituzione di un tratto d'intestino tenue gravemente malato e non più funzionale con un altro simile sano, proveniente da un donatore compatibile.

Eseguito in anestesia generale e della durata complessiva di ben 8-10 ore, il trapianto d'intestino tenue è una procedura molto delicata e al cui termine è prevista una lunga e particolare fase post-operatoria.

Infatti, entrando maggiormente nei dettagli…

Subito dopo l'intervento, il paziente viene ricoverato nel reparto di terapia intensiva, dove verrà tenuto a riposo fino a una ripresa parziale delle forze, monitorato scrupolosamente (anche tramite esami bioptici) e nutrito per via artificiale.

È in questo primo momento che comincia la cura a base di immunosoppressori, ovvero i farmaci per la soppressione della risposta immunitaria, che servono a ridurre il rischio rigetto.
A tal proposito, si ricorda ai lettori che la terapia a base di immunosoppressori potrebbe durare anche tutta la vita.

Non appena il paziente mostra segnali di ripresa confortanti, viene trasferito in un reparto ospedaliero apposito per individui trapiantati.
Qui, il ricovero potrebbe durare anche 4-6 settimane. In quest'arco di tempo, medici specializzati monitorano continuamente la reazione dell'organismo della persona operata al nuovo organo trapiantato.

Se, trascorso il tempo minimo richiesto, le condizioni sono buone, il paziente viene dimesso con la raccomandazione di presentarsi ai periodici controlli medici (esami del sangue, endoscopie ecc), predisposti per lui.
All'inizio, i controlli sono frequenti, poi però, se il miglioramento è continuo, si tengono una volta all'anno.

L'obiettivo finale della fase post-operatoria è quello di ridare al paziente la possibilità di alimentarsi normalmente, svolgere un'attività lavorativa o hobbies consoni al suo stato di salute, vivere autonomamente ecc.

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