È possibile che l’HIV sia trasmesso con i tatuaggi?

Il rischio di contrarre l'infezione da HIV durante l'esecuzione di tatuaggi e body-piercing è associato al mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie dei locali e delle attrezzature. Si tratta, infatti, di pratiche che perforano la pelle e possono facilitare l'eventuale contatto con il sangue infetto. L'HIV e altre malattie infettive, come l'epatite B e C, infatti, possono essere trasmesse mediante procedure che implicano l'impiego di aghi e strumenti taglienti contaminati e non adeguatamente sterilizzati.

Per questo motivo, l'igiene e la professionalità del tatuatore sono requisiti indispensabili, da verificare prima di procedere con la realizzazione del lavoro.

In tutte le fasi, gli operatori devono utilizzare guanti, contenitori per pigmenti, circuito/tubi per flusso e inchiostro, strumenti taglienti (es. rasoi) e aghi monouso e da sostituire per ogni cliente. La testata e il supporto per gli aghi deve essere sterile, così come l'inchiostro e l'acqua (se il pigmento è diluito). Dopo l'uso, lo smaltimento del materiale utilizzato per tatuare deve essere appropriato. I locali, infine, devono essere puliti ed in buone condizioni igieniche.

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