Tatuaggi all’henné e reazione allergica

L'henné è una colorazione naturale utilizzata nelle tinte per capelli, che dona una sfumatura rossiccia alla chioma. Le donne delle aree medio-orientali lo usano per decorare le mani ed i piedi.

Il tatuaggio all'henné non è permanente ed ha una durata variabile da due settimane ad un mese, in quanto il pigmento si lega allo strato corneo della pelle in modo debole. Per ovviare a questo problema, i tatuatori uniscono all'henné la parafenilendiamina, un potente sensibilizzante che rende il colore più scuro e duraturo. Questo sostanza, però, a determinate concentrazioni, può causare allergie da contatto, più o meno violente.

Prurito, rossore, gonfiore, bolle ed eczema: questi sintomi compaiono già dopo 24-48 ore nei soggetti allergici al composto. Sulla pelle possono rimanere anche anti-estetiche cicatrici che seguono perfettamente il motivo del disegno tracciato con l'henné. In chi ha una pelle molto sensibile e delicata, invece, la parafenilendiamina provoca una reazioni ritardata, anche a distanza di 15-20 giorni. Questa si presenta come una dermatite irritativa con manifestazioni cutanee più lievi, ma altrettanto fastidiose.

Se l'allergia cronicizza

Il peggiore inconveniente nel quale ci si può imbattere è che l'allergia diventi cronica. In tal caso, si possono sviluppare reazioni avverse alla parafenilendiamina in ogni sua forma, anche quando viene usata in forma controllata e ridotta. Basti pensare che questa sostanza è presente anche nell'inchiostro dei giornali, negli indumenti realizzati con pellami trattati e in alcune tinture per capelli.

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