Squat e Anatomia Muscolare

Lo squat è un esercizio finalizzato allo stimolo delle capacità muscolari degli arti inferiori, in particolare di cosce e natiche.
L'obbiettivo dello squat, a seconda delle caratteristiche della scheda di allenamento (alta intensità, alto volume con lunghi tempi di tensione, molleggi, rimbalzi, mezzo movimento, escursione completa ecc.), può variare da: tonificazione, riabilitazione avanzata, aumento della forza pura, aumento della forza resistente, aumento dell'ipertrofia, aumento della forza elastica, aumento della forza esplosiva ecc.
Lo squat è, di fatto, un'accosciata. Durante questo movimento, i muscoli coinvolti sono davvero moltissimi; infatti, oltre ad interessare primariamente i distretti muscolari di cosce e natiche, vengono reclutati tutti quelli definiti come “stabilizzatori”. In tal senso, lo squat “libero” è molto più efficace di quello svolto per mezzo della struttura tutoriale detta multypower. Per di più, nelle varie fasi del movimento, l'impegno dell'uno o dell'altro muscolo (e, addirittura, dei fasci muscolari) cambia in maniera a dir poco rilevante.
E' comunque possibile definire che, per mezzo dello squat, si sviluppano primariamente i seguenti muscoli della coscia e delle natiche: quadricipite femorale (retto femorale, vasto intermedio, vasto laterale e vasto mediale), bicipite femorale, semitendinoso, tensore della fascia lata, adduttore breve, grande adduttore, gracile, pettineo, sartorio, semimembranoso, grande gluteo. Inoltre, secondariamente, giovano della pratica dello squat anche: gli altri muscoli delle logge più interne delle cosce e dell'anca (medio e piccolo gluteo), i polpacci (gastrocnemio e soleo), certi estensori della colonna vertebrale e tutto il cingolo addominale (retto, trasversi, obliqui, lombari ecc.).

Immagini simili