Siwak: lo Spazzolino Natuale

Lo siwāk - detto anche miswāk - è un bastoncino ricavato dalle radici o dai ramoscelli dell'albero Salvadora persica, tradizionalmente utilizzato dai popoli di lingua araba come strumento per l'igiene dentale.

Lo siwak viene intagliato a un'estremità con un coltello o con i denti, in modo da rimuovere un paio di centimetri di corteccia e liberare, con l'aiuto della masticazione, le fibre vegetali interne; queste, proprio come le setole di uno scovolino o di uno spazzolino, aiutano a pulire gli spazi interdentali dai residui di cibo e a rimuovere placca e tartaro da denti e gengive. Tradizionalmente, le setole del siwak vengono immerse in acqua di rose per qualche secondo prima dell'uso, tuttavia possono anche essere poste a contatto con piccole quantità di dentifricio, proprio come un normale spazzolino. Lo spazzolamento deve avvenire senza sfregare troppo e con movimenti verticali che dalla gengiva procedono verso il margine libero del dente. Occorre poi avere l'accortezza di pulire con cura il siwak dopo l'uso e di rimuovere frequentemente le setole usurate, che verranno sostituite dall'incisione di un nuovo pezzo di corteccia.

La corteccia dell'albero Salvadora persica (detto arak in Arabo) è aromatica, con un gusto caldo e pungente. Alcune ricerche hanno dimostrato il suo discreto contenuto di sostanze dalle proprietà antibatteriche, utili nella prevenzione di alitosi e patologie dentali. Anche la presenza di minerali, come il fluoro e il silicio, depone a favore dell'impiego tradizionale del siwak come strumento per l'igiene dentale. La mole di ricerche a riguardo è ancora insufficiente per stabilire se l'utilizzo del siwak possa avere un'efficacia pari, superiore o inferiore a quella dei moderni spazzolini.

L'utilizzo del miswak è anche carico di significati religiosi, dato che nel Corano Maometto raccomanda di "Tenere pulita la bocca perché da lì passa la lode a Dio". Lo stesso Profeta consiglia in maniera specifica di pulire i denti col siwak, strumento a cui era talmente affezionato da richiederlo sul letto di morte.

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