Stanchezza dopo un pasto ricco di carboidrati: da cosa dipende?

La spiacevole sensazione di stanchezza e sonnolenza dopo un pasto ricco di carboidrati sembra essere un problema alquanto comune. I medici la ritengono un possibile sintomo dell'insulino-resistenza, ma di certo tale sensazione abbraccia anche persone in perfetta salute.

Le possibili ragioni alla base del fenomeno sono numerose.

Una delle ipotesi più recenti chiama in cusa le cosiddette esorfine, dei peptidi oppioidi - come la cosiddetta gliadorfina o gluteomorfina - che si formano durante la digestione del glutine. Tali peptidi, analoghi alle ormai famose endorfine, se assorbiti tali e quali sarebbero in grado di legarsi ai recettori oppiodi del cervello, disturbandone l'attività. In soggetti con un'esagerata permeabilità intestinale (vedi sindrome dell'intestino gocciolante), l'assorbimento di questi peptidi potrebbe perturbare l'attività cerebrale, al punto da avere un ruolo nella comparsa dell'autismo nei bambini. Si tratta comunque di un'ipotesi piuttosto recente e priva di significative conferme scientifiche.

Ben più navigata è l'ipotesi secondo cui a causare il senso di stanchezza e sonnolenza dopo un pasto ricco di carboidrati sarebbe la congestione gastrointestinale, legata all'impegno digestivo. In sostanza, per digerire un pasto particolarmente abbondante, gli organi digestivi richiedono grandi quantità di ossigeno, ottenuto riducendo il flusso di sangue in altri distretti a favore di quello digestivo. La stanchezza e la sonnolenza sarebbero quindi una conseguenza del ridotto apporto di sangue al cervello. Anche tale ipotesi appare comunque piuttosto remota, in quanto il flusso di sangue e ossigeno al cervello è strettamente regolato e non diminuisce significativamente dopo i pasti.

Un'altra ipotesi piuttosto comune riguarda lo stato di ipoglicemia reattiva conseguente alla massiccia secrezione insulinica. Dopo un pasto ricco di carboidrati, accade infatti che grosse quantità di glucosio si riversino rapidamente nel torrente ematico, determinando un grosso aumento della glicemia; il pancreas risponde a tale condizione rilasciando ingenti quantità di insulina nel circolo ematico.
L'insulina agisce favorendo l'ingresso del glucosio dal sangue alle cellule; di conseguenza, quando ne viene secreta troppa il glucosio nel sangue si abbassa eccessivamente e insorgono i sintomi tipici dell'ipoglicemia, tra cui appunto la sonnolenza.
L'insulina favorisce anche l'ingresso di potassio nelle cellule, per cui un'eccesso dell'ormone potrebbe creare uno stato di leggera ipokaliemia (ridotta concentrazione di potassio nel sangue), responsabile di affaticamento e debolezza muscolare.

Reiterata è anche l'ipotesi secondo cui le ingenti quantità di carboidrati introdotte con la dieta favorirebbero l'aumento della concentrazione relativa di triptofano a livello ematico, grazie allo stimolo sull'ingresso dei BCAA nei muscoli. In questo modo, venendo meno la competizione dei BCAA, verrebbe favorito l'ingresso del triptofano a livello cerebrale. Una volta entrato nel cervello, tale amminoacido viene utilizzato per la sintesi di serotonina e melatonina, entrambe favorenti l'addormentamento.

Stanchezza e sonnolenza dopo pasti abbondanti potrebbero dipendere anche dal ridotto tono del sistema nervoso simpatico a favore del parasimpatico; mentre il primo è massicciamente attivo in condizioni di digiuno, di paura e di pericolo, il secondo prevale in condizioni di benessere (digestione, quiete, recupero fisico e riposo) e favorisce quindi il rilassamento e l'addormentamento.

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