Immunità acquisita: perché di alcune malattie ci si ammala una volta sola?

Nel linguaggio medico, si parla di immunità acquisita per indicare una risposta immunitaria altamente specifica, che si sviluppa in risposta a una determinata infezione.

La prima volta che il nostro sistema immunitario deve fronteggiare una nuova infezione, si trova sotto certi aspetti impreparato; può infatti contare su un esercito ben fornito, ma conosce ancora poco delle strategie militari dell'avversario. Spesso, ad esempio, i patogeni, sono abilissimi nel mimetizzarsi e nel penetrare le difese immunitarie sfuggendo ai controlli. Per questo motivo, il primo contatto col patogeno produce una reazione lenta e quantitativamente poco importante.

Fortunatamente, il sistema immunitario conserva una memoria degli antigeni con cui è entrato in contatto. Tale memoria è affidata a speciali cellule, dette cellule della memoria; dopo la prima infezione, queste cellule entrano in uno stato di quiescenza, pronte ad intervenire nel caso lo stesso antigene si ripresentasse. Se e quando tale evenienza si verifica, la risposta immunitaria risulta quindi assai più rapida, efficace e prolungata.

Per alcune malattie, l'immunità acquisita protegge da ulteriori infezioni per tutta la vita o comunque per moltissimi anni. E' il caso, ad esempio, del vaiolo, del morbillo, della parotite, della pertosse, della poliomielite, della rosolia e del tetano; non a caso, la vaccinazione sfrutta proprio questo principio: introducendo nell'organismo una piccola quantità di antigene (microrganismo inattivato o ucciso, o alcuni suoi costituenti), il vaccino induce la produzione di cellule della memoria. Tali cellule permetteranno all'organismo di reagire efficacemente a ogni ulteriore contatto con l'agente infettivo.

Purtroppo, alcuni virus - come quelli del raffreddore, dell'AIDS e dell'influenza - sono soggetti ad un alto tasso di mutazioni. Se da un lato questo complica enormemente lo sviluppo di un vaccino, dall'altro fa sì che le malattie si ripresentino nello stesso individuo a distanza di tempo. Per questo, ci ammaliamo così spesso di raffreddore, soprattutto nell'infanzia fino all'età adulta.

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