Senna Ecologia Usi Non Medicinali

I bruchi di molte specie di Lepidoptera si nutrono di piante di Senna. Ad esempio, la così detta “strega nera” (Ascalapha odorata), il “lampeggiatore a due barre” (Astraptes fulgerator), il “emigrante comune” (Catopsilia pomona) e il “emigrante screziato” (C. pyranthe) colonizzano abitudinariamente le piante di Senna alata.

Alcune Specie di Senna vengono impollinate da varietà d'api con esemplari femminili particolarmente grandi, come la “ape carpentiere” (Xylocopa). Altre presentano una piccola quantità di nettare extra floreale sulle foglie e sugli steli, che attirano le formiche senza godere di alcun beneficio per l'impollinazione. Le formiche hanno probabilmente l'obbiettivo di scoraggiare l'aggressione degli erbivori.

Certe Specie di Senna sono utilizzate come piante ornamentali che arricchiscono il paesaggio, in quanto la maggior parte è dotata di un'ottima capacità adattativa.

La “gomma di Cassia”, un estratto dei semi di “Senna cinese” (S. obtusifolia), viene utilizzata come agente addensante nelle preparazioni alimentari.

Le foglie ed i fiori di “Cassia siamese” (S. siamea) sono utilizzati in alcune cucine del sud-est asiatico, come la Thai e la Lao. In Thailandia, questo ingrediente è noto come “khi-lek” e viene spesso utilizzato nella preparazione dei curry.

La Senna italica (sinonimo di Cassia obovata), talvolta impropriamente chiamata “neutral henna”, è utilizzata come trattamento per i capelli. Ha effetti simili alla “henna tradizionale” ma non tinge di rosso; al contrario, dona una sfumatura di colore giallastro. Il componente attivo è un derivato antrachinonico chiamato acido crisofanico o crisofanolo (1,8-diidrossi-3-metilantrachinone), che si trova in concentrazioni più elevate nella radice di rabarbaro. Inoltre, pare che il crisofanolo vanti proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie. E' anche un componente molecolare del feromone prodotto dal coleottero Galeruca tanaceti.

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