Potenza dei Muscoli Respiratori: Allenamento Naturale ed Artificiale

I muscoli respiratori sono quelli deputati alla ventilazione polmonare e si differenziano in muscoli inspiratori ed espiratori.

Mentre quelli inspiratori sono sempre attivi, ovvero si contraggono anche in condizioni basali (diaframma ed intercostali esterni), quelli espiratori (principalmente intercostali interni, retto, trasverso ecc.) vengono utilizzati solo in condizioni di incremento della ventilazione (principalmente per l'impegno metabolico provocato dallo sforzo muscolare); in quest'ultima condizione, avviene anche un aumento dell'impegno inspiratorio. In condizioni basali invece, i muscoli espiratori non sono reclutati e l'aria viene espulsa grazie al ritorno elastico delle strutture/tessuti coinvolti attivamente nell'inspirazione.

La ventilazione polmonare è un meccanismo che prescinde dal controllo individuale e si esercita in maniera autonoma; ciò nonostante, il processo può essere modificato da interventi volontari come l'aumento della frequenza e della profondità inspiratoria e/o espiratoria. In merito a quest'ultimo argomento, è meglio specificare che il controllo dei movimenti inspiratori ed espiratori dipende soprattutto dalla padronanza e dalla sensibilità individuali, ma può anche essere allenato con dei protocolli di ginnastica respiratoria.

Alcune discipline orientali (come lo yoga) pongono da millenni la ventilazione alla base delle proprie tecniche, ragion per cui hanno sviluppato dei metodi di allenamento estremamente efficaci. Parallelamente, da alcuni anni è stato brevettato un macchinario in grado di coinvolgere attivamente il meccanismo di ventilazione forzata, finalizzato al miglioramento della fitness respiratoria.

L'incremento della mobilità articolare dei segmenti ossei coinvolti, della potenza muscolare ventilatoria e della capacità di allungamento degli stessi, sono fondamentali all'aumento della suddetta funzionalità della respirazione. Molti lettori si chiederanno: “Perché dovrei migliorare la mia fitness respiratoria?”

Anzitutto, escludiamo dalla casistica tutti i malati di BPCO (Bronco Pneumopatie Croniche Ostruttive) e partiamo dal presupposto che, migliorando il suddetto parametro, si diminuisce l'affaticamento durante una performance motoria. Infatti, ogni qualvolta vengano aumentate la frequenza e la profondità della respirazione (intesa come volumi d'aria spostata), si va incontro ad un ulteriore sforzo di tipo fisico. Va da se che all'aumentare dell'efficacia e dell'efficienza ventialtoria corrisponda una riduzione dell'affaticamento generale; su questo non ci piove!

D'altro canto, gran parte degli adattamenti avviene in conseguenza all'esercizio aerobico prolungato. Praticamente, gli atleti che allenano la fitness respiratoria con esercizi o macchinari hanno sempre un riscontro minore, poiché iniziano da una base prestativa superiore alla norma.

Nella fattispecie, sono stati svolti alcuni studi che riguardano l'utilizzo del macchinario di cui abbiamo già parlato in certi tipi di atleti. A dire il vero, i risultati sono differenti differentemente interpretati ed enfatizzati in base alla fonte divulgativa, e questo non è mai indice di trasparenza e chiarezza. Ciò nonostante, è innegabile che questa pratica possa solo GIOVARE alla biomeccanica ventialtoria. Rimane da capire se valga la pena utilizzarlo sugli atleti, poiché i miglioramenti potrebbero incidere o meno sulla prestazione finale in base all'entità del miglioramento ottenuto; dopotutto, non dimentichiamo che gli agonisti svolgono spesso e volentieri anche due sedute al giorno, in condizioni di perfetta normalità. Aggiungerne altre due o tre alla settimana potrebbe NON risultare facilmente sostenibile.

Inoltre, per i sedentari, che invece godono di ottimi miglioramenti grazie all'utilizzo sia della macchina, sia nella pratica della ginnastica...

Sarebbe veramente più fruttuoso allenare singolarmente la fitness respiratoria, piuttosto che intraprendere un protocollo completo di attività fisica motoria (aerobica e anaerobica)? Personalmente ritengo di no.

In definitiva, l'allenamento della potenza dei muscoli respiratori, della loro elasticità e della mobilità articolare, sono caratteristiche auspicabili che andrebbero enfatizzate soprattutto in quegli sport dalle prestazioni che ne subordinano in maniera DIRETTA; per di più, l'impiego di macchinari tecnologicamente avanzati (e costosi!) dovrebbe rappresentare il complemento della ginnastica respiratoria naturale, non di certo la sua sostituzione. Alcune attività che potrebbero giovare di tali pratiche grazie all'aumento della fitness respiratoria sono: apnea subacquea e pesca in apnea, nuoto sincronizzato, rugby subacqueo, hockey subacqueo, specialità biathlon del tiro subacqueo ecc.

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