Cosa c’entrano i pinoli con la bocca amara?

E' detta cacogeusia, in questo caso metallogeusia (metallica e amara), la sensazione di gusto sgradevole. E' spesso associata a disturbi psicologici-psichiatrici e non dev'essere confusa (fino a prova contraria) con la classica “bocca amara” dei disturbi digestivi (litiasi biliare, ernia iatale, gastrite, reflusso, tumore gastrico, ulcera peptica ecc).
Pare che in alcuni soggetti, l'ingestione di pinoli possa indurre, a distanza di 24 ore circa (fuori dal tempo interessato dalla digestione), questo sintomo ingraescente fino a 48 dopo l'esposizione. Tuttavia, nella pubblicazione del 2010 intitolata "Pine mouth" syndrome: cacogeusia following ingestion of pine nuts (Genus: pinus). An emerging problem?”, è stato anche documentato un progressivo e spontaneo miglioramento fino alla scomparsa totale della metallogeusia entro 5 giorni dall'ingestione.
Quello che poteva sembrare un singolo caso, si è tuttavia dimostrato un episodio “pilota”, in quanto sia le statistiche dei motori di ricerca, sia il numero delle segnalazioni on-line, sono aumentati rapidamente e vertiginosamente. Tradotto letteralmente dall'inglese, questo disturbo è stato battezzato dai profani “Bocca di Pino” e, dai dati raccolti, pare che possa rimanere anche fino a 15 giorni dopo l'ingestione. Qualcuno ha documentato anche nausea, vomito e crampi addominali; tuttavia, se è ormai dimostrato che i pinoli (crudi, cotti e di qualunque Specie) siano collegati a questa reazione, risulta ancora totalmente sconosciuto il meccanismo di azione.
E' quindi possibile che la metallogeusia provocata dall'ingestione dei pinoli sia un problema, seppure relativamente grave, emergente e in rapida diffusione.

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