Peste nera

Una delle più letali epidemie della storia dell'umanità è stata quella della peste nera del 1347. Nel giro di tre o quattro anni l'epidemia raggiunse livelli di mortalità impressionanti; basti pensare che l'Europa perse qualcosa come un 30-50% della sua popolazione. In Provenza morì tra il 50 e il 75% della popolazione, in Inghilterra quasi il 60%.

Storicamente, l'origine dell'epidemia di peste nera viene fatta risalire al conflitto tra tartari e genovesi, svoltosi a Caffa, l'attuale Feodosija in Crimea, nel 1347. Lo scoppio dell'epidemia mietette molte vittime tra i soldati tartari, che gettarono i cadaveri oltre le mura con delle catapulte per contagiare i cristiani. A poco valse la pronta reazione dei coloni genovesi nel gettare in mare i cadaveri: la peste nera era ormai entrata nella città.

La peste salì anche a bordo delle navi e dei loro equipaggi, e gli scambi commerciali sdoganarono l'epidemia prima a Messina, poi a Pisa e a Genova. Nel giro di pochi mesi, la peste nera si estese rapidamente per tutta Europa.

La peste nera si presentava in due forme:

  • la peste cosiddetta bubbonica si caratterizzava per la comparsa di grosse pustole (bubboni), soprattutto a livello delle ascelle e dell'inguine. La morte sopraggiungeva per emorragia interna, insufficienza cardiocircolatoria o complicazioni renali;
  • la peste polmonare, invece, copriva il corpo di grosse macchie nere e determinava la morte per edema polmonare acuto

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