Maschera dei medici della peste

La tipica veste indossata dai medici in tempi di peste nera, per proteggersi dal contagio, era composta da:

  • una maschera con la caratteristica protuberanza a becco d'uccello; all'interno del becco era contenuta una miscela di erbe balsamiche ritenuta protettiva nei confronti della peste. A livello della bocca, la maschera conteneva anche una garza imbevuta di aceto e oli essenziali.
    Tra le erbe aromatiche più utilizzate vi erano rosmarino, chiodi di garofano, aglio e ginepro, utili anche per alleviare il fetore esalato dai corpi degli appestati. In effetti, oggi sappiamo che queste erbe, soprattutto i loro oli essenziali, sono dotate di proprietà antibatteriche degne di nota, dimostrate ad esempio nei confronti di Yersinia enterocolitica (batterio appartenente allo stesso genere della specie responsabile della peste). Di certo, comunque, la maschera non poteva offrire una protezione assoluta nei confronti del contagio.
  • un cappello a tesa larga;
  • lenti di protezione;
  • una bacchetta usata per sollevare le coperte e gli abiti dell'appestato mantenendosi a debita distanza;
  • lunghi guanti;
  • stivali;
  • tunica lunga fino ai piedi.

Oggi questa veste medica è considerata una delle più tipiche maschere veneziane.

Le maschere dei medici in tempi di peste sono state definite anche maschere a becco di avvoltoio, a testimonianza di quanto poco rassicurante e macabro fosse l'aspetto conferito ai medici che le indossavano.

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