Dal 1998 al 2007: Omocisteina e Malattie Cardiovascolari

Tratto da: “Homocysteine and cardiovascular disease
E' risaputo che un elevato tasso di omocisteina totale (tHcy) nel sangue, anzi detta iperomocisteinemia, possa costituire un fattore di rischio per le malattie di natura cardio-vascolare (aterosclerosi dei vasi coronarici, cerebrali e periferici, oltre che tromboembolismo di tipo artero-venoso).
Tali conclusioni sono il risultato di circa 80 studi clinici ed epidemiologici, nei quali il campione di ricerca totale ha raggiunto i 10.000 pazienti. Pare che la tHcy elevata determini un aumento del rischio di tipo indipendente e dell'effetto dei fattori di rischio convenzionali; è possibile affermare che la tHcy sia un forte predittore di mortalità cardio-vascolare.
L'aumento della tHcy è attribuito a fattori genetici e acquisiti; tra questi ultimi, spiccano soprattutto la carenza di folati e di cobalamina. Il supplemento con tali vitamine del gruppo B, in particolare l'acido folico, è un efficiente, sicuro ed economico sistema per ridurre il livello di omocisteina totale nel sangue.
Sono ad oggi in via di sviluppo molti altri studi finalizzati a determinare se la suddetta terapia ridurrà definitivamente il rischio cardio-vascolare iperomocisteinemia dipendente.
Aggiornamento del 2007: “review of the evidence”.
L'evidenza epidemiologica, così come i dati provenienti da alcuni studi retrospettivi e prospettici, sostiene l'ipotesi di una associazione tra i livelli di tHcy e l'aumento del rischio cardio vascolare (CVD). Tuttavia, non è ancora dimostrato se l'abbassamento di tHcy per mezzo della somministrazione di acido folico e cobalamina possa concretamente diminuire il CVD.
Inoltre, pare che l'utilizzo di certi trattamenti farmacologici ipolipemizzanti (anch'essi finalizzati alla diminuzione del rischio cardio-vascolare) possa in qualche modo aumentare i livelli di tHcy; ciò nonostante, l'effetto benefico della cura tradizionale non dovrebbe essere compromesso da tale effetto collaterale.
In definitiva, è possibile che tHcy sia un marcatore di CVD piuttosto che una causa, e che non fornisca un supporto concreto allo screening di routine.
Attualmente, sono in corso alcune ricerche per chiarire meglio tali ultime considerazioni.

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