L'olio di oliva protegge dal diabete?

Se il rapporto tra particolari abitudini alimentari e la comparsa di alcune malattie, come il diabete e l'aterosclerosi, è ormai acclarato, man mano che dalla dieta si passa a valutare l'effetto dei singoli alimenti e dei singoli nutrienti, il livello di incertezza e conflittualità tra i risultati degli studi aumenta sensibilmente. Ciò non dovrebbe sorprenderci, poiché non è sufficiente assumere un singolo alimento miracoloso (peraltro inesistente) per rimanere in salute; occorre piuttosto curare le proprie abitudini alimentari a 360 gradi.

Questa doverosa premessa per ricordare che gli elenchi delle proprietà benefiche dei vari alimenti lasciano un po' il tempo che trovano: se non si curano lo stile di vita e la dieta nel loro complesso i singoli alimenti possono fare ben poco. Questo naturalmente vale anche per l'olio di oliva e per la sua potenziale efficacia protettiva nello sviluppo del diabete tipo 2.

Negli ultimi anni sono saliti alla ribalta i termini glucotossicità e lipotossicità, per indicare i danni a organi e tessuti causati da livelli cronicamente alti di glucosio e di acidi grassi nel sangue.

Uno degli aspetti più studiati di tale fenomeno riguarda il danno alle cellule pancreatiche, evento fondamentale nella comparsa del diabete mellito di tipo 2. Negli studi in vitro, infatti, sia la glucotossicità che la lipotossicità hanno dimostrato di ridurre la sopravvivenza delle beta-cellule pancreatiche (deputate alla sintesi di insulina). Per quanto riguarda la lipotossicità, si è visto che gli acidi grassi più deleteri sono soprattutto quelli saturi a lunga catena (palmitico e stearico in particolare), mentre l'acido oleico sembrerebbe addirittura avere un effetto protettivo sulla salute delle beta-cellule.

L'olio di oliva, oltre ad essere particolarmente ricco di acido oleico, contiene anche sostanze dall'azione antiossidante e anti-infiammatoria, come l'oleocantale, l'oleuropeina e la vitamina E. Dal momento che l'infiammazione cronica, spesso associata all'obesità, riduce la sensibilità dei tessuti all'insulina, e poiché anche i radicali liberi sono coinvolti nel danno alle beta-cellule, l'olio di oliva potrebbe avere effetti protettivi anche nella comparsa dell'insulino-resistenza.

Esistono, a dire il vero, anche alcuni studi clinici e popolazionistici che confermano queste proprietà antidiabetiche dell'olio di oliva; tuttavia - e questo non dovrebbe sorprenderci data l'ampia premessa - la relazione tra il consumo di olio d'oliva e la prevenzione del diabete tipo 2 non è ancora stata stabilita con sufficiente evidenza scientifica.