Tannini: antiossidanti o cancerogeni?

Il nocino, si sa, è una bevanda tipicamente ricca di tannini. Queste molecole che, com'è già ampiamente dimostrato, svolgono una funzione antiossidante piuttosto rilevante, sono da qualche anno considerate "auspicabili" per l'alimentazione umana. Tuttavia, anche in questo caso esiste un "rovescio della medaglia". I tannini sono infatti responsabili della chelazione (legame chimico) di certi nutrienti all'interno del tubo digerente umano, con effetto inibente sull'assorbimento stesso. Tuttavia, se il problema fosse solo questoâ?¦ non sarebbe il caso di preoccuparsi troppo! Moderarne l'assunzione in concomitanza dei pasti principali sarebbe una precauzione sufficiente a scongiurare ogni complicazione. C'è invece il sospetto che alcuni alimenti contenenti i tannini possano favorire l'insorgenza di tumori (ad es, quello dell'esofago). In bibliografia esistono moltissimi studi, in buona parte contrastanti, che elogiano o condannando le suddette molecole. Per chiarirsi le idee, un buon riferimento scientifico potrebbe essere il lavoro del 1998 intitolato: "Tannins and human health: a review". Secondo quanto citato, l'effetto delle innumerevoli molecole raggruppate sotto il nome di "tannini" dipende: dal tipo di molecola (gli isomeri stessi potrebbero svolgere attività differenti) e dalla dose di assunzione. Insomma, sembra proprio che avesse ragione Paracelso (medico, alchimista e astrologo svizzero) quanto predicava: "Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit", ovvero "Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto".

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