Narcolessia: storia della malattia

La narcolessia è una patologia cronica, probabilmente legata a un problema di tipo neurologico, che scatena improvvisi episodi di sonnolenza diurna (cioè durante il giorno)

Questi anomali "attacchi di sonno" si verificano anche in momenti assai attivi della giornata: può capitare, infatti, che il narcolettico si addormenti nel bel mezzo di un pasto, durante l'attività lavorativa o durante una conversazione.

Inoltre, chi è affetto da narcolessia

  • Avverte una stanchezza persistente, di cui non riesce a liberarsi facilmente;
  • Perde il controllo dei propri muscoli, specie dopo forti emozioni (cataplessia);
  • Soffre di paralisi del sonno e di disturbi notturni del sonno. Quest'ultimi, secondo diversi studi, sono dovuti a un'errata alternanza tra la fase REM e la fase NON-REM del sonno
  • Denuncia allucinazioni

Le precise cause della narcolessia sono ancora poco chiare.
Secondo alcuni ricercatori, giocherebbe un ruolo da protagonista un peptide del cervello (N.B: un peptide è una proteina molto piccola), chiamato orexina o ipocretina.

L'orexina è un neurotrasmettitore che regola il susseguirsi ordinato delle fasi REM e NON-REM del sonno.

Nelle persone narcolettiche, pare che la quantità di ipocretina sia inferiore al normale, il che provoca un dissesto delle suddette fasi del sonno.

Il primo ricercatore a coniare il termine narcolessia fu un medico francese di nome Jean-Baptiste Edouard Gélineau, nel 1880. Gélineau descrisse gli effetti della malattia su un mercante di vino che manifestava sonnolenza e continui "attacchi di sonno".

Occorre precisare, tuttavia, che l'insieme di disturbi, indicato poi con il termine di narcolessia, era già stato delineato, tra il 1877 e il 1878, da due medici tedeschi di nome Westphal e Fisher.

Passando quindi al novecento, precisamente a cavallo tra anni gli '20 e gli anni '30, i ricercatori che descrissero in maniera approfondita i caratteri della narcolessia e il comportamento anomalo dei narcolettici furono diversi (Adie, Wilson e Daniels).
È in questo stesso periodo che venne coniato il termine "paralisi del sonno" per identificare l'incapacità di muoversi di un narcolettico, al momento del risveglio.

Nel 1957, fu definitivamente sancito il legame tra narcolessia e presenza di: sonnolenza diurna, cataplessia, paralisi del sonno e allucinazioni.

Tre anni più tardi, nel 1960, Vogel – un esperto di disturbi del sonno – identificò per la prima volta, nei soggetti narcolettici, l'esistenza di un'alterazione tra le fasi REM e NON-REM.
Le scoperte di Vogel furono confermate da un certo Kleitman.

Dal 1960 in poi, la medicina del sonno fece notevoli passi in avanti e i centri per lo studio delle malattie del sonno si diffusero sempre più.

La scoperta dell'ipocretina risale al 1998 e le ipotesi sul suo possibile ruolo stanno caratterizzando tutti gli studi degli ultimi anni.

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