Parkinson e atrofia multi sistemica: come distinguerli?

Parkinson e atrofia multi sistemica (AMS) sono due malattie neurologiche, caratterizzate dalla progressiva degenerazione delle cellule nervose di alcune aree del sistema nervoso centrale (SNC).

A voler essere più precisi, nel Parkinson la neurodegenerazione interessa in particolar modo la cosiddetta substantia nigra (o sostanza nera di Sommering), situata in corrispondenza dei gangli della base, tra mesencefalo e diencefalo.
Una delle funzioni principali della substantia nigra è la produzione di dopamina; la dopamina è un neurotrasmettitore essenziale per l'attività motoria, poiché permette l'esecuzione armonica e fine dei movimenti.

Nell'atrofia multi sistemica, invece, la neurodegenerazione riguarda diverse aree del SNC: gangli della base (quindi substantia nigra), cervelletto e tronco encefalico.

Dal punto di vista sintomatologico, morbo di Parkinson e atrofia multi sistemica si assomigliano molto, in quanto determinano le medesime alterazioni a livello motorio.
Del resto, in entrambi i casi, sono coinvolti i gangli della base e viene pregiudicata la normale produzione di dopamina.

In ambito diagnostico, questa somiglianza potrebbe rappresentare un problema, ma i medici, in questi ultimi anni, sono riusciti a individuare alcuni elementi distintivi per entrambe le patologie.
Vediamo di che cosa si tratta:

  • Nell'atrofia multi sistemica, i sintomi progrediscono molto più rapidamente che nel caso del Parkinson.
  • Specie nelle prime fasi della malattia, i pazienti con AMS sono maggiormente inclini alle cadute rispetto a quelli col Parkinson.
  • I malati di AMS non rispondono alla levodopa, farmaco invece alquanto efficace in caso di Parkinson.
  • L'AMS altera severamente e fin dalle prime fasi le capacità di linguaggio; altrettanto non può dirsi per il Parkinson, in cui le proprietà di linguaggio vengono compresse in maniera meno marcata e di solito verso le fasi finali della malattia.
  • I malati di AMS respirano affannosamente, specie di notte. Tra gli individui col Parkinson questo disturbo non è presente.

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