Mal di testa e digiuno

Il digiuno prolungato rappresenta un fattore scatenante ed aggravante della cefalea. Il meccanismo con cui "saltare un pasto" induce il mal di testa non è stato ancora chiarito, ma è probabile che un ruolo determinante sia svolto dalla variazione dei livelli di glicemia.

Il glucosio è, infatti, fondamentale per il metabolismo energetico cerebrale e la riduzione della concentrazione ematica degli zuccheri potrebbe indurre delle modifiche nel sistema nocicettivo del cervello, tali da determinare cefalea. Il dolore alla testa potrebbe essere interpretato, quindi, come un segnale di allarme, innescato per ricordarci delle necessità metaboliche del cervello.

La "cefalea da digiuno" è caratterizzata da un dolore a localizzazione frontale o diffuso, non pulsante, di intensità lieve-moderata. In genere, i sintomi si presentano dopo un digiuno di almeno 16 ore e si risolve entro 72 ore dopo la riassunzione di cibo. Questa forma di mal di testa è più frequente nei soggetti che già soffrono di emicrania.

Cosa fare

Per evitare il cosiddetto "calo di zuccheri", è bene rispettare i ritmi alimentari. Innanzitutto, è importante fare una prima colazione completa e prevedere due spuntini a base di frutta o yogurt a metà mattinata e nel pomeriggio. Inoltre, i pasti non andrebbero saltati o consumati frettolosamente.

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