Listeriosi: quali sono gli alimenti più a rischio?

La listeriosi è diventata un problema di sanità pubblica negli Stati Uniti, in Europa e in Australia per l'aumento del numero di casi derivanti dal consumo di cibo contaminato sia di origine vegetale, che animale.

La contaminazione dei prodotti può derivare sia dalle materie prime, sia dalle scorrette procedure di produzione, manipolazione e conservazione degli alimenti. In particolare, si può ritrovare in latte crudo (o non ben pastorizzato), formaggi a pasta molle ed erborinati (es. brie, gorgonzola e camembert), gelati, carni crude o poco cotte (es. paté, salumi, salcicce, hamburger e wurstel), pesce crudo o affumicato, ortaggi e cibi pronti da consumare senza cottura (insalate già lavate, frutta pretagliata, prodotti di rosticceria a base di carne).

La Listeria può moltiplicarsi anche nei cibi surgelati, pertanto è importante mantenere un'adeguata catena del freddo nel caso di acquisto di prodotti confezionati. Occorre comunque precisare che la comparsa della malattia è condizionata dalla suscettibilità dell'individuo e dal numero di batteri presenti nell'alimento al momento dell'ingestione.

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