Colostomia: l’irrigazione intestinale transtomale

Gli individui sottoposti a colostomia sono costretti a collegare allo stoma, creato per l'eliminazione delle feci, una sacca di raccolta apposita.

Per qualche paziente colostomizzato, la sacca per la raccolta delle feci rappresenta una vera e propria scomodità e preferisce ricorrere a un metodo alternativo, noto come irrigazione intestinale transtomale.
Questo particolare rimedio consiste sostanzialmente nell'immettere, attraverso lo stoma, dell'acqua, la quale induce le feci a fuoriuscire dallo stoma stesso.
Allo stoma, bisogna ovviamente applicare una custodia impermeabile che serve a raccogliere le feci che il flusso d'acqua raccoglie e trasporta all'esterno.
Una volta che l'intestino si è svuotato, la strumentazione viene tolta.

Per certi aspetti, l'irrigazione intestinale transtomale è nettamente più comoda della classica sacca per la raccolta delle feci. Tuttavia, presenta alcune limitazioni che la rendono inadeguata per certe persone: va, infatti, eseguita ogni giorno alla stessa ora e ciò è inadatto per chi svolge determinate attività lavorative e non riesce a regolarizzare la propria vita.
 

Inoltre, tra gli svantaggi, bisogna considerare anche il tempo per la sua esecuzione, che è di circa 45-60 minuti.

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