Esiste una correlazione tra fuoco di Sant'Antonio e ictus?

Il fuoco di Sant'Antonio (o Herpes zoster) è una dolorosa eruzione cutanea causata dallo stesso virus che provoca la varicella. Questo patogeno ha la capacità, infatti, di rimanere silente nel corpo umano, con la possibilità di riattivarsi in età adulta, soprattutto nei periodi in cui si abbassano le difese immunitarie. Quando si risveglia dalla latenza, il virus varicella-zoster si moltiplica e risale lungo il decorso di un nervo periferico fino a raggiungere la cute, causando dolore neuropatico e lesioni vescicolari. Il fuoco di Sant'Antonio colpisce una persona su quattro nel corso della propria vita: il rischio di svilupparla incrementa con l'età, interessando soprattutto gli "over 50".

Secondo i risultati di uno studio britannico presentato su "Neurology" da alcuni ricercatori della University College London, l'infezione da Herpes zoster nei giovani adulti può aumentare il rischio di un evento cardiovascolare ("Herpes zoster as a risk factor for stroke and TIA"). I risultati di questa ricerca sostengono in particolare, che, nelle persone di età inferiore a 40 anni, il fuoco di Sant'Antonio incrementi il rischio di ictus del 75% e di infarto del 50%. Questi soggetti, inoltre, presentano una probabilità maggiore di 2,4 volte di incorrere in un attacco ischemico transitorio (TIA). A conclusione del loro studio, gli autori sottolineano l'importanza di controllare i fattori di rischio per l'ictus e l'infarto - quali il fumo, l'ipertensione, l'obesità e il livello elevato di colesterolo - nei pazienti con infezione erpetica.

Da quanto riportato da un altro studio condotto da ricercatori britannici della London School of Hygiene & Tropical Medicine e pubblicato su "Clinical Infectious Diseases", il rischio di ictus aumenterebbe significativamente subito dopo la comparsa dei primi sintomi di Herpes zoster ("Risk of Stroke Following Herpes Zoster: A Self-Controlled Case-Series Study"). L'équipe di ricerca ha rilevato che il rischio di ictus era del 63% maggiore nelle prime 4 settimane dopo la riattivazione dell'Herpes zoster (rispetto al rischio di base dei pazienti) e diminuiva lentamente nei 6 mesi successivi. Secondo lo studio, tuttavia, i farmaci antivirali contro l'Herpes sembravano apportare un certo grado di protezione: nei pazienti sottoposti a terapia, il rischio di ictus era minore rispetto ai soggetti non trattati.

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