Tipi di Ginseng

Di ginseng ne esistono varie tipologie, tutte facenti parti della Famiglia Araliaceae, ma solo alcune di esso risultano inquadrabili all'interno del Genere Panax. Infatti, anche se (botanicamente parlando) la dicitura ginseng indica una Specie di arbusti ben definita, lo stesso nome è spesso utilizzato nel linguaggio comune per menzionare la Specie quinquefolius (appartenente allo stesso Genere del ginseng) e la Specie senticosus (invece, sotto il Genere Eleutherococcus). NB. Quest'ultimo è anche noto col nome di “ginseng siberiano”.

Altre piante comunemente definite ginseng sono: Panax notoginseng, Angelica sinensis, Withania somnifera ecc.

Il ginseng è un prodotto erboristico/medicinale/fitoterapico tipicamente orientale, del quale si consuma essenzialmente la radice (fresca o lavorata). Tuttavia, già da molti anni, il suo commercio si è esteso in tutto l'occidente, soprattutto in merito alle relative proprietà toniche ed immunostimolanti; secondariamente, il ginseng è anche noto per certe caratteristiche afrodisiache, ipoglicemizzanti e favorenti la prestazione sportiva. Non tutte le caratteristiche già menzionate sono dimostrate scientificamente (in particolare, vengono contestate le proprietà afrodisiache e favorenti la prestazione sportiva).

NB. Alcune piante di ginseng vengono utilizzate a scopo ornamentale; tuttavia, in genere, queste NON sono commestibili.

Di seguito elencheremo i principali tipi di ginseng presenti in commercio, ovvero quelli più noti e venduti; ciò aiuterà il consumatore a capire meglio la differenza tra un prodotto e l'altro.

  • Ginseng Asiatico (porzione edibile: radice): è il Panax ginseng. Quasi sempre coltivato, il ginseng asiatico è sempre disponibile in commercio nella tipologia rossa; più raramente in bianco. Secondo la medicina tradizionale cinese, il ginseng promuove l'energia yang e si oppone all'esubero dello yin.

    Le zone asiatiche più ricche di ginseng sono: Corea, nord est Cina, Bhutan e Siberia dell'est.

  • Ginseng Americano (porzione edibile: radice): è il Panax quinquefolius. Secondo la medicina tradizionale cinese, il quinquefolius promuove l'energia yin e riduce l'eccesso dello yang.

    Le zone più ricche di quinquefolius sono: Ontario (Canada), British Columbia (Canada) e Wisconsin (USA).

  • Ginseng Siberiano: è l'Eleutherococcus senticosus. Si tratta di un piccolo arbusto appartenente alla Famiglia delle Araliaceae, nativo dell'Asia orientale e nord orientale (Cina, Corea, Giappone e Russia). E' anche conosciuto come Eleuthero o Ciwujia ed anch'esso possiede ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale cinese, dov'è noto col termine di: “cì wì Jia”.

  • Ginseng Fresco: come anticipato, in Italia risulta parecchio difficile da reperire, in quanto la maggior parte delle coltivazioni/punti di raccolta sono in Asia o in America Settentrionale.

  • Ginseng Selvatico: cresce spontaneamente e viene raccolto a mano. E' diventato piuttosto raro a causa della raccolta da parte dell'uomo; ovviamente, il prelievo massiccio non rispetta i tempi di moltiplicazione e di crescita delle piante di ginseng, che possono essere anche di alcuni anni. Il ginseng selvatico è presente sia in Asia (Panax ginseng), sia in America (Panax quinquefolius), e può essere sottoposto alla lavorazione per diventare rosso o bianco.

    NB. Le piante coltivate allo stato brado hanno un valore sovrapponibile a quello del ginseng spontaneo di pari età.

    In Vermont, Maine, Tennessee, Virginia, Nord Carolina, Colorado, Virginia dell'ovest e Kentucky, la “United Plant Savers” ha avviato una sorta di coltivazione allo stato brado, incoraggiando la messa a dimora di molti esemplari. L'intervento è finalizzato a ripristinare gli habitat naturali (dei quali il quinquefolius risulta parte integrante) ed a limitare la pressione della raccolta sulla Specie. I semi parzialmente germogliati vengono piantati da inizio primavera fino al tardo autunno, e germinano entro la primavera dell'anno successivo.

  • Ginseng Rosso: anche noto come hong-sam, hong shen ecc, è un prodotto ricavato dalla radice di ginseng. La sua lavorazione prevede la sbucciatura, la cottura a vapore a 100°C e l'essiccazione al sole. Il ginseng rosso viene spesso “marinato” in un infuso alle erbe, procedura che rende le radici estremamente delicate.

  • Ginseng Bianco: è una lavorazione originaria dell'America e prevede l'essiccazione della radice di quinquefolius senza alcun trattamento preliminare al di fuori della sbucciatura. L'essiccazione avviene al sole e, dall'analisi chimica, è emerso che tale sistema ne migliora il contenuto nutrizionale rispetto alle radici fresche. E' ipotizzabile che ciò avvenga per l'esposizione della superficie sbucciata alla luce che promuoverebbero l'attivazione enzimatica. La percentuale d'acqua del ginseng bianco è del 12%. Il colore bianco giallastro è indotto proprio dall'esposizione al sole.

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