Gastrostomia endoscopica percutanea (PEG): procedura

La gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) è la procedura chirurgica con cui si crea un'apertura sullo stomaco e successivamente sull'addome, allo scopo di infilarvi un tubo (o sondino) per la nutrizione artificiale.

TAPPE OPERATIVE DELLA PEG
Intervento di chirurgia minore, la PEG prevede l'anestesia locale e l'uso di uno strumento chiamato endoscopio. Quest'ultimo possiede una telecamera collegata a un monitor esterno e una sorgente luminosa; telecamera e sorgente luminosa servono per osservare gli organi dall'interno.

Entrando più nei dettagli, ecco cosa avviene esattamente…

Una volta che il paziente è disteso sul lettino operatorio, il medico operante (o un'anestesista) anestetizza la gola con uno spray a base di lidocaina. Ciò serve affinché la conduzione dell'endoscopio dalla bocca allo stomaco non provochi dolore eccessivo.

Con l'endoscopio nello stomaco, si provvede a far aderire la parete dello stomaco a quella addominale, in maniera tale da facilitare il passaggio successivo: la doppia perforazione, tramite ago, dell'addome e dello stomaco. Ovviamente, la doppia perforazione richiede l'anestesia locale.

Nel foro appena praticato viene infilata una cannula e attraverso la cannula viene introdotto un filo.
Questo filo viene agganciato, in qualche modo, all'endoscopio e, mediante lo stesso endoscopio, estratto dalla bocca. Quindi, all'estremità di filo estratta, il medico curante collega il tubo per la nutrizione artificiale.

A questo punto, per la collocazione corretta del tubo nell'addome, è sufficiente tirare l'estremità opposta del filo, situata a livello della cannula.

A impedire la fuoriuscita del tubo dall'addome è rigonfiamento apposito (detto "cipolla"), situato sul lato opposto a quello che dovrà emergere per collegarvi la sacca nutrizionale.

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