Gastroparesi, gastroenterostomia e gastrodigiunostomia

Il termine gastroparesi viene usato per indicare una paralisi parziale della muscolatura dello stomaco.

A causa di questa particolare condizione patologica, il cibo ingerito rimane a lungo all'interno dello stomaco e il processo digestivo risulta notevolmente rallentato.

Del resto, un nome alternativo che i medici usano per riferirsi alla gastroparesi è svuotamento gastrico ritardato.

Attualmente, non esiste una cura specifica che risolva la gastroparesi; esiste soltanto una serie di rimedi terapeutici di tipo sintomatico, ovvero mirati alla riduzione dei sintomi e a un miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Due di questi rimedi sintomatici, realizzati soprattutto in caso di grave gastroparesi, sono gli interventi chirurgici di gastroenterostomia e di gastrodigiunostomia.

La gastroenterostomia consiste nel collegare direttamente lo stomaco a un tratto dell'intestino tenue, evitando così il passaggio del cibo per la valvola piloro e la sua immissione nel duodeno – processo, quest'ultimo, che durante la gastroparesi risulta lento e difficoltoso.

La gastrodigiunostomia, invece, consiste nell'unire lo stomaco specificatamente al digiuno, cioè il secondo tratto dell'intestino tenue (subito dopo il duodeno).

Lo scopo di entrambe le procedure chirurgiche è quello di velocizzare il processo digestivo e alleviare i sintomi più fastidiosi, come il vomito, il dolore addominale, il senso di gonfiore allo stomaco ecc.

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