Fico d'India ed Ecologia

I fichi d'india, ovvero l'intero Genere botanico Opuntia, sono dei cactus (Famiglia Cactaceae) originari del Messico.

I fichi d'india si moltiplicano propagandosi nel terreno circostante per formare grandi colonie di natura clonale. Tale caratteristica biologica è il motivo principale per cui, in certi luoghi, il fico d'india viene considerato una vera e propria pianta infestante. In altri, questo cactus ha svolto il ruolo di vera e propria calamità naturale.

I fichi d'india (soprattutto la Specie stricta) sono stati importati in Australia nel XVIII° dC. Il primo utilizzo che ne venne fatto era a scopo ornamentale ma, in un secondo momento, la popolazione iniziò ad utilizzarli come una vera e propria recinzione agricola naturale o come substrato di crescita per lo sviluppo di cocciniglia da tintura.

Di li a poco, i fichi d'india diventarono rapidamente una Specie invasiva, occupando 260.000 chilometri quadrati di terreno agricolo con una vera e propria giungla fitta ed alta fino a 6,1 metri.

Decine di agricoltori abbandonarono le proprie terre a causa di quello che veniva detto: "l'inferno verde". Le abitazioni furono soppresse dalla crescita dei cactus che avanzavano ad un ritmo di 1.000.000 ettari all'anno.

Nel 1919, il governo federale australiano stabilì il “Commonwealth Prickly Pear Board” per coordinare l'eradicazione della Specie infestante. I primi tentativi di rimozione meccanica e chimica fallirono; pertanto, in ultima istanza, si tentò il controllo biologico.

Venne quindi introdotta nel 1925, dal Sud America, la falena Cactoblastis cactorum, le cui larve si nutrono proprio del fico d'india; in tal modo, si ridusse velocemente la popolazione della pianta infestante.

Il figlio del noto entomologo Frederick Parkhurst Dodd, Alan Dodd, ha svolto il ruolo di funzionario di elite nella battaglia contro il fico d'india.

Una sala memoriale a Chinchilla, nello stato del Queensland, commemora la falena che ha salvato i terreni australiani dal cactus.

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