Come si trasmette il virus Marburg?

Il virus Marburg appartiene alla famiglia Filoviridae, la stessa a cui appartiene l'agente eziologico che provoca l'Ebola. Sono stati identificati numerosi ceppi, presumibilmente con diversi gradi di letalità.

L'infezione da Marburg è diffusa in molte aree dell'Africa centrale (soprattutto in Uganda, Kenya e Zimbawe); in genere, insorgono piccoli focolai epidemici sporadici, che provocano meno di 50 casi.

Il contagio, da persona a persona, avviene in seguito a contatto diretto con sangue, secrezioni respiratorie e fluidi biologici (saliva, vomito, feci, urine, muco e liquido seminale) di persone infette. Il rischio è più alto durante le fasi tardive della malattia, cioè quando il paziente manifesta vomito, diarrea o emorragie. La trasmissione è stata documentata attraverso rapporti sessuali anche dopo sette settimane dalla guarigione clinica (nel liquido seminale il virus Marburg resta vitale per tale periodo).

È sempre possibile anche la trasmissione indiretta con superfici e materiali recentemente contaminati. In ambienti ospedalieri, inoltre, le infezioni possono essere contratte anche attraverso punture accidentali con siringhe e aghi infetti.

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