Fave e Salute

Fave e Farmaci

Le fave sono legumi ricchi di tiramina; pertanto, dovrebbero essere evitate nella dieta di chi assume inibitori della monoamino ossidasi (enzima che metabolizza la serotonina e le catecolamine necessarie al mantenimento del normale equilibrio fisico e dell’umore.

Fave, Favismo e Malaria

Le fave crude contengono anche alcaloidi vicina e convicina, che possono indurre la temibile anemia emolitica nei soggetti con deficit ereditario della glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Questa condizione è potenzialmente fatale e viene chiamata favismo (appunto, da “fava”).

Le aree native del legume corrispondono ai territori malarici (patologia infettiva dovuta a un protozoo che, tramite la puntura delle zanzare, contagia l'uomo). Alcuni studi epidemiologici svolti in vitro suggeriscono che l'emolisi indotta dal favismo potrebbe agire da fattore protettivo verso la malaria; questo perché alcune Specie di protozoi malarici come il Plasmodium falciparum risultano molto sensibili al danno ossidativo inflitto dalla carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, che fisiologicamente contribuisce alla produzione di glutatione reduttasi (potente antiossidante endogeno).

Fave, L-dopa, Parkinson e Ipertensione

Le fave sono ricche di L-dopa, una sostanza usata in medicina per il trattamento del Morbo di Parkinson. La L-dopa è anche un agente natriuretico che potrebbe contribuire a controllare l'ipertensione.

Fave, Tannini, Ossidazione e Glicemia

Le fave contengono tannini condensati di tipo proantocianidine, che oltre a svolgere la normale funzione antiossidante, potrebbero avere un'attività inibitoria su alcuni enzimi come la dipeptidil-peptidasi IV con conseguente effetto ipoglicemizzante.

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