Fave e Gastronomia

Le fave possono essere mangiate giovani e tenere (come i Italia), dunque colte a metà primavera nelle piantagioni invernali seminate al coperto, o a metà-fine estate in quelle primaverili seminate all'aperto.

Le fave cavalline vengono lasciate maturare completamente e si raccolgono in autunno.

I germogli fogliari della pianta si possono consumare crudi o cotti in maniera simile agli spinaci.

I alcune civiltà antiche del bacino del Mediterraneo, le fave hanno rappresentato un alimento molto importante, soprattutto per i romani e per gli antichi greci.

La preparazione delle fave consiste nella rimozione dei semi dal baccello, che vengono precotti al fine di ammorbidirne ed eliminare il rivestimento esterno.

I semi delle fave possono essere anche fritti e quindi salati o speziati; in tal modo, non è necessaria la precottura perché la buccia si rompe ugualmente. Questo snack è molto popolare soprattutto in Cina, Malesia, Colombia, Perù (habas saladas), Guatemala (fhabas), Messico (habas con chile), Nord dell'Iran e Thailandia.

In alcuni paesi arabi, la fava viene utilizzata per confezionare un piatto da prima colazione chiamato ful medames.

Nella cucina latino americana, le fave sono molto utilizzate. In Messico Centrale, il purè di fave costituisce un ripieno di molti snack antojito a base di farina di mais, come il tlacoyos. In Colombia, le fave sono spesso inserite nelle zuppe di verdura. Inoltre, come menzionato sopra, quelle secche e salate rappresentano uno spuntino popolare di molti paesi latini.

Le fave sono ampiamente coltivate nei distretti Kech e Panjgur della provincia di Balochistan, in Pakistan, e nella provincia orientale dell'Iran. Vengono chiamate bakalaink nella lingua balochi e baghalee in persiano.

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