Che cos'è l'encefalite giapponese?

L'encefalite giapponese è una malattia infettiva trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex. L'agente responsabile è un Flavivirus (a cui appartengono anche i virus responsabili della dengue e della febbre gialla).

Le zanzare Culex diventano infettanti, dopo aver punto ed essersi nutrite del sangue di uccelli migratori (come gli aironi) e animali domestici (principalmente maiali) che "ospitano" il virus dell'encefalite giapponese e rappresentano il serbatoio dell'infezione.

Nell'uomo, il periodo di incubazione può variare da 5 a 15 giorni. Le infezioni possono essere asintomatiche o dare origine a manifestazioni di diversa entità (quali meningite asettica o malattia febbrile indifferenziata); l'encefalite vera e propria si manifesta da 1 a 20 casi su 1000 infezioni con comparsa di cefalea, febbre, rigidità del collo, vomito, convulsioni, disorientamento, alterazione dello stato di coscienza, deficit neurologici focali, disturbi motori e coma. Talvolta, l'encefalite giapponese può presentarsi come una sindrome parkinsoniana o con un quadro clinico simile alla poliomielite.

L'encefalite giapponese comporta il decesso in quasi il 20-30% dei soggetti. Il coma, se non ha esito letale, può risolversi in 1-2 settimane. Chi sopravvive, tuttavia, può riportare disturbi neurologici permanenti come tetraparesi spastica, emiplegia, difficoltà a deglutire e gravi deficit cognitivi.

Non esiste un trattamento antivirale specifico per l'encefalite giapponese, ma il paziente è sottoposto ad un'intensa terapia per alleviare i sintomi e ad un attento monitoraggio fino al superamento dell'infezione.

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