Come si valuta il dolore oculare?

In presenza di dolore oculare è sempre opportuno rivolgersi al medico. La valutazione inizia con la raccolta delle informazioni relative all'insorgenza, alla qualità e alla gravità dell'oftalmodonia. Per indirizzare la diagnosi, è importante che il paziente riferisca i sintomi associati, come fotosensibilità, riduzione dell'acuità visiva, sensazione di corpo estraneo e dolore durante il movimento dell'occhio. Alcuni di questi reperti, infatti, sono utili per definire la causa del dolore oculare. Ad esempio, il prurito e il dolore all'ammiccamento è spesso causato da patologie delle palpebre, congiuntive, corpi estranei o abrasione della cornea. Un dolore più profondo, sordo o lancinante, invece, può indicare la presenza di uveite, sclerite, endoftalmite o glaucoma. Indicative sono anche le manifestazioni extra-oculari concomitanti, quali, ad esempio, febbre e brividi (segni di infezione sistemica), aura (emicrania), dolore al movimento del capo, rinorrea e tosse produttiva (sinusite).

All'anamnesi e alla revisione dei sistemi, segue una visita oculistica approfondita, durante la quale viene valutata l'acuità visiva, la pressione intraoculare (tonometria) e l'integrità delle strutture dell'occhio (oftalmoscopia ed esame con lampada a fessura). Alla diagnostica per immagini (TC o RM), si ricorre nel caso sia sospettata una neurite ottica o se l'eziologia non fosse ancora chiara.

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