Sonno, sogni e attività cerebrale

Molto di quanto è in nostra conoscenza sul sonno e sui suoi effetti deriva da studi di elettroencefalografia, una tecnica che basata sull'applicazione di elettrodi a livello del cuoio capelluto per registrare l'attività elettrica cerebrale. La registrazione di tale attività, che si manifesta con onde cerebrali, è nota come elettroencefalogramma (EEG). Usando questa tecnica, i ricercatori hanno individuato due stadi distinti del sonno, ciascuno caratterizzato da specifici cambiamenti fisiologici: il sonno ad onde lente ed il sonno REM (dall'inglese "Rapid Eye Movement").

Sonno ad onde lente o sonno non-REM (NREM)

Il sonno non-REM costituisce circa il 75-80% del tempo totale di riposo nei soggetti adulti; consiste in 4 stadi caratterizzati da un incremento della profondità del sonno.

Durante il sonno ad onde lente, il cervello emette onde elettriche a bassa frequenza (nella veglia, le onde cerebrali sono veloci e irregolari). Il tono muscolare è diminuito, ma occasionalmente si registrano attività motorie involontarie (quando, ad esempio, si cambia posizione nel letto). Anche la pressione, la temperatura e il battito diminuiscono.

Durante il sonno ad onde lente una persona può pensare e sognare, ma i pensieri sono più logici e con minor contenuto emozionale rispetto a quelli che si realizzano durante il sonno REM. I sogni sono poco dettagliati e spesso comprendono sensazioni e vaghe immagini.

Sonno REM

Il sonno REM segue ogni ciclo di sonno NREM (nota: le fasi del sonno non si verificano una sola volta a notte, ma si alternano più volte per un totale di 5-6 cicli completi della durata di 90-100 minuti). Questo stadio è caratterizzato da onde elettroencefalografiche ad alta frequenza e da episodi di rapidi movimenti oculari al di sotto delle palpebre chiuse. I muscoli posturali perdono tono, tuttavia i muscoli che controllano la faccia, gli occhi e la porzione distale delle gambe frequentemente diventano attivi in modo fasico.

Il sonno REM corrisponde a circa il 20% del tempo totale di riposo. Rispetto al sonno ad onde lente, in questo periodo vi è un aumento dell'attività cerebrale tranne che nel sistema limbico, dove, al contrario, l'attività neuronale diminuisce. È in questo stadio che si verifica l'attività onirica: i sogni sono più elaborate ed intensi e sono generalmente molto articolati. Nel sonno REM, i pensieri sono più illogici e bizzarri rispetto al sonno ad onde lente.

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