Radici della Dieta Vegana

La dieta vegana rappresenta una forma evoluta della dieta vegetariana.
La nascita del vegetarianismo è riconducibile fin dalla cultura dell'antica Grecia e dell'India, ma il termine inglese “vegetarian”, così come quello italiano “vegetariano”, entrarono in uso solo nel XIX° secolo come riferimento ai soggetti che non consumano la carne (intesa come tessuto, quindi comprensiva di: pesce, molluschi, crostacei, additivi ecc.). L'Oxford English Dictionary attribuisce il primo utilizzo del termine “vegetariano” all'attrice inglese Fanny Kemble (Georgia, USA, 1839). All'epoca, i vegetariani che non consumavano uova, latte e derivati, erano definiti vegetariani stretti o totali.
Nel 1800 si verificarono diversi tentativi di stabilire delle vere e proprie comunità di vegetarianismo stretto; nel 1834, Amos Bronson Alcott, padre della scrittrice Louisa May Alcott, fondò la “Temple School” di Boston, in Massachusetts, basata su rigorosi principi di vegetarianismo totale. Nel 1844 fondò “Fruitlands“, una piccola comunità in Harvard, Massachusetts, che si opponeva a qualunque utilizzo degli animali, compreso quello per la forza lavoro nell'agricoltura. In Inghilterra, nel 1838, James Pierrepont Greaves aprì “Alcott House”, in Ham, Surrey, un'aggregazione che rispettava i principi della dieta vegetariana stretta. I membri della “Alcott House” vennero coinvolti nel 1847 per comporre il “British Vegetarian Society”, che tenne la sua prima riunione dell'anno a Ramsgate.
Fu così che anche gli altri vegetariani, interessati ai principi morali della dieta totale, cominciarono ad astenersi totalmente dallo sfruttamento animale. Un articolo del 1851, pubblicato sulla rivista “Vegetarian Society”, prendeva già in considerazione le varie alternative all'impiego di pelle animale destinata alle calzature. Nel 1886, la società pubblicò “A Plea of Vegetarianism”, scritto dall'attivista inglese Henry Salt, che promuoveva il vegetarismo come un imperativo morale; Salt fu uno dei primi a cambiare il paradigma vegetariano da “benessere degli animali” a “diritto degli animali”. La sua opera venne anche influenzata dalla conoscenza di Mahatma Gandhi, tanto che i due uomini divennero amici.
Il libro di cucina vegana fu scritto da Rupert H. Wheldon; si intitolava: “No Animal Food: Two Essays and 100 Recipes”, e venne pubblicato a Londra nel 1910. Lo storico Leah Leneman sostiene che, tra il 1909 e il 1912, all'interno della “Vegetarian Society” ci fu una grossa diatriba riferita all'etica di consumo per quel che riguarda i prodotti lattiero-caseari e le uova. Questo perché, nella produzione di latte, le mucche devono essere ingravidate e tenute costantemente in stato di allattamento; inoltre, i loro vitelli, oltre ad essere allontanati subito dopo la nascita, spesso vengono abbattuti. Per quel che concerne la produzione di galline ovaiole invece, i pulcini di sesso maschile vengono condotti alla morte subito dopo la nascita. Ad ogni modo, la posizione della società rimase in fase di stallo, anche se, nel 1923, il relativo giornale di divulgazione pubblicò: "The ideal position for vegetarians is abstinence from animal products” (la posizione – etica - ideale per i vegetariani è l'astinenza dai prodotti di origine animale). Nel novembre 1931, per la società londinese, Gandhi tenne una conferenza intitolata: “The Moral Basis of Vegetarianism", alla quale parteciparono 500 persone (tra cui pure Henry Salt). La guida spirituale indiana sosteneva che le persone dovrebbero seguire una dieta priva di carne, non solo nell'interesse della propria salute, ma anche per una questione morale.

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