La circoncisione può prevenire l’AIDS?

La circoncisione è una metodica effettuata da urologi o chirurghi plastici, che consiste nella rimozione totale o parziale del prepuzio, il lembo di pelle scorrevole che riveste il glande. Molto diffusa tra gli ebrei e in diverse Paesi africani, non è una pratica comune nelle popolazioni occidentali, se non nei casi in cui è richiesta per risolvere un problema di natura medica (come, ad esempio, fimosi e lichen scleroatrofico).

Secondo un gruppo di scienziati dell'Istituto di Ricerca Genomica Traslazionale (TGen) di Phoenix, in Arizona, la riduzione della popolazione batterica sul pene, ottenibile dopo la circoncisione, avrebbe un effetto protettivo anche sulla trasmissione del virus HIV. Il loro studio sostiene che i batteri presenti sull'organo genitale maschile possano facilitare il reclutamento delle cellule bersaglio (linfociti T CD4). Dal punto di vista anatomico, infatti, la superficie interna del prepuzio è leggermente cheratinizzata e presenta numerose cellule di Langerhans, elementi del sistema immunitario specializzati nella difesa aspecifica, ma soprattutto suscettibili all'infezione da HIV e capaci di presentare l'antigene ai linfociti CD4. In altre parole, le cellule di Langerhans facilitano la consegna del virus responsabile dell'AIDS ai linfociti T. Secondo il gruppo di scienziati, quindi, la circoncisione - riducendo il numero di cellule di Langerhans - abbasserebbe il rischio di infezione.

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