Chikungunya: quando è stata osservata per la prima volta?

Il termine "chikungunya" significa "ciò che contorce" nel dialetto locale della Tanzania, dove fu identificata e descritta ufficialmente per la prima volta nel 1952. Il nome si riferiva alla postura rannicchiata che le persone colpite assumono per cercare di limitare i dolori alle articolazioni molto intensi che la malattia provoca: le vittime sono piegate dal dolore. Tuttavia, è probabile che anche alcune epidemie del passato, come quella del 1779 in Indonesia, siano attribuibili proprio alla chikungunya.

Da allora, il bacino endemico della malattia è localizzato in diverse zone di Africa e Asia. In Africa, il virus causa epidemie cicliche, mantenute grazie ad un ciclo silvestre zanzare-primati (come cercopitechi e babbuini). In Asia, dove la sua introduzione è più recente, il virus circola in un ciclo sostanzialmente urbano che coinvolge zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus. Focolai di chikungunya sono stati riportati in India, Indonesia, Sri Lanka, Filippine, Thailandia, Myanmar, Vietnam, Laos e Cambogia.

Negli ultimi decenni, il virus è stato riscontrato anche in Europa (Italia, Francia, Germania, Norvegia e Svizzera), nelle isole dei Caraibi e nelle Americhe (Guyana Francese, Martinica, Repubblica Dominicana, Haiti, Guadalupa, Cuba, Venezuela, Brasile, Panama, Cile e Stati Uniti) e in diversi Paesi e isole bagnate dall'Oceano Indiano (Malaysia, La Reunion, Madagascar, Mauritius, Mayotte, Seychelles e Comore).

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