Diagnosi di carie: come si esegue?

La carie è una malattia infettiva provocata da batteri che vivono nella bocca e corrodono i tessuti duri del dente (smalto e dentina).

Una carie avanzata è piuttosto facile da diagnosticare con un semplice esame visivo, poiché appare come una cavità erosa con un fondo tendenzialmente brunastro e di consistenza rammollita. Tale "cratere" è il risultato di una lesione cariosa iniziata molto tempo prima, partendo da una cosiddetta white-spot (piccola macchia opaca presente sullo smalto dentario, indicativa di demineralizzazione ancora reversibile). Le white spots sono quindi il primo stadio della lesione cariosa: se non vengono individuate e trattate in tempo il processo di demineralizzazione che le ha originate prosegue dando origine a una lesione cavitaria.

Per un dentista esperto è abbastanza facile riconoscere una carie o una white spot all'esame visivo, ma solo se queste si collocano su superfici dentali visibili. I dentisti hanno infatti a disposizione luci e mezzi di ingrandimento adatti allo scopo, oltre a sonde (specillo) molto sottili per capire se la lesione contiene tessuto decalcificato e molliccio.

Risulta invece assai più difficile accorgersi delle cosiddette lesioni interprossimali, ossia di quelle lesioni che si formano tra un dente e l'altro. Altrettanto difficile è la diagnosi di carie sviluppatesi al di sotto di corone o restauri pre-esistenti o sotto uno smalto microscopicamente intatto. In tutti questi casi, limitando la diagnosi al solo esame visivo un 50-80% delle lesioni cariose sfugge al controllo; purtroppo, le lesioni non diagnosticate sono destinate ad evolvere in modo silente per essere poi diagnosticate solo quando la perdita di sostanza sarà importante e la loro presenza evidente.

Per tutte queste ragioni, all'esame visivo è necessario associare un'indagine radiografica o tecniche ancor più sofisticate ed evolute, come:

  • la transilluminazione: si basa sul principio che i tessuti dentari alterati si lasciano attraversare dalla luce in maniera diversa rispetto a quelli sani, mostrandosi come macchie scure ben visibili; tale tecnica è particolarmente indicata per le zone interprossimali dei denti anteriori;
  • la conduttanza elettrica: si basa sul principio che i tessuti dentari alterati, essendo appunto demineralizzati, conducono in maniera diversa la corrente elettrica; è particolarmente indicata per la diagnosi di carie delle superfici occlusali nascoste (cioè di carie occlusali già penetrate in dentina che si formano sotto uno smalto microscopicamente intatto);
  • la fluorescenza laser: il principio è simile a quello della transilluminazione, ma come fonte luminosa si utilizza un diodo laser; anche in questo caso, la fluorescenza laser risulta utilissima per la diagnosi di carie occlusali nascoste.

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