Brioche: Origine, Etimologia e Storia

La brioche è un alimento dolce di pasticceria.

I francesi, che ne sono inventori, la definiscono una ricetta tipica di viennoiserie (di Vienna), ovvero un tipo di pasticceria di lusso, fine e di fantasia; il sinonimo belga di viennoiserie è coques.

La brioche è una ricetta lievitata e cotta, ottenuta da un composto impasto di farina, burro e uova, particolarmente soffice e spugnoso.

La brioche, come la conosciamo oggi, nacque in Normandia solo nel XVI secolo. Per quel che riguarda il suo impasto invece (pâte à brioche), affonda le proprie radici fin nel lontano Medioevo. Infatti, alcuni reperti mostrano tracce evidenti di un alimento a base di farina, lievito naturale, burro, latte e uova, dal quale venivano formati dei panini che ricordano vagamente le brioche contemporanee.

L'etimologia della parola "brioche" è rimasta a lungo controversa. Tra le varie e fantasiose iportesi che sono state avanzate nel tempo ricordiamo:

  • “Brioche” come unione linguistica delle parole "bris" (interruzione) e "hocher" (mescolare)

  • “Brioche” derivante da “Briochins”, ovvero gli abitanti di Saint-Brieuc

  • L'ipotesi più pittoresca è tuttavia quella avanzata da Alexandre Dumas, per cui la parola “brioche” deriverebbe da “brie” (il formaggio); secondo Dumas, l'impasto sarebbe stato inizialmente formato con l'aggiunta di questo ingrediente.

Oggi, si ritiene che la parola "brioche" derivi dal verbo "brier", dal normanno antico "broyer", all'epoca utilizzato per definire "l'atto di impastare per mezzo di un rullo di legno"; ciò si ritrova anche nel "Pane Brié", un'altra specialità normanna.

Il suffisso “-oche” è dunque innestato al verbo "brier" per definire il prodotto finale della metodologia di preparazione alla quale fa riferimento. Questa analogia è anche sostenuta nel “Dictionarie of the French and English Tongues” del 1611.

Tra le città rinomate per le brioche ricordiamo Gisors e Gournay, probabilmente grazie all'eccellenza qualitativa del loro burro.

"Che mangino brioche!", è una citazione apocrifa della regina Maria Antonietta. La troviamo per la prima volta nel “Confession di Jean-Jacques Rousseau”, pubblicato nel 1782: «Enfin, je me rappelai le pis-aller d’une grande princesse à qui l’on disait que les paysans n’avaient pas de pain, et qui répondit: Qu’ils mangent de la brioche. J’achetai de la brioche.»

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