Che cosa prevede l’agobiopsia polmonare?

Durante un'agobiopsia polmonare, la raccolta del campione di tessuto polmonare da analizzare avviene mediante l'inserimento di un lungo ago nel torace.

Per la scelta precisa del punto d'iniezione, il medico si avvale di alcune procedure di diagnostica per immagini, come per esempio la TAC, l'ecografia o la fluoroscopia. Queste metodiche, infatti, permettono di visualizzare l'esatto punto dei polmoni in cui risiede l'anomalia e il tessuto da studiare in laboratorio.

È molto importante che, durante l'inserimento dell'ago, il paziente trattenga il respiro e non muova il torace. Solo così, difatti, il prelievo avviene in maniera corretta e nel punto desiderato.

L'agobiopsia polmonare può essere eseguita sia da un medico radiologo che da un medico pneumologo, richiede l'anestesia locale e dura dai 30 ai 60 minuti.
Inoltre, non prevede alcun ricovero ospedaliero, ma solo un periodo di osservazione della durata di circa due ore. In questo lasso di tempo, il paziente viene sottoposto a un RX-torace, per accertarsi che l'ago non abbia danneggiato qualche struttura anatomica fondamentale.

Al termine della procedura, la zona interessata è di solito dolente.

Per quanto concerne gli svantaggi della procedura, l'agobiopsia polmonare fornisce un campione di tessuto di dimensioni limitate. Infine, un quarto metodo è tramite toracoscopia video-assistita (biopsia toracoscopica).

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