Biopsia polmonare: quando si pratica e quali sono le modalità per eseguirla?

La biopsia polmonare è una procedura diagnostica che consiste nel prelevare e nell'analizzare in laboratorio un campione di tessuto polmonare, proveniente da un individuo con problemi respiratori.

In genere, i medici ricorrono a una biopsia polmonare quando sospettano gravi malattie dei polmoni, come la fibrosi polmonare, la sarcoidosi o il cancro ai polmoni.
Inoltre, potrebbero praticarla anche in caso di gravi polmoniti o qualora gli esami di diagnostica per immagini (RX-torace, TAC ecc) abbiano fornito risultati poco esaurienti.

Esistono quattro modi diversi per prelevare il campione di tessuto. La scelta della modalità più adatta alla situazione dipende da almeno tre fattori: dalla sede da cui s'intende prelevare il campione di tessuto polmonare, dalle dimensioni del tessuto che il medico vuole analizzare e, infine, dallo stato di salute del paziente.

Un primo modo per eseguire il prelievo è tramite uno strumento chiamato broncoscopio (biopsia broncoscopica).
Un secondo metodo di prelievo è mediante l'inserimento di un lungo ago nel torace (agobiopsia polmonare).
Un terzo modo è tramite un intervento di chirurgia tradizionale, durante il quale si pratica una piccola incisione a livello del costato (biopsia polmonare "a cielo aperto").

Infine, un quarto metodo è tramite toracoscopia video-assistita (biopsia toracoscopica).

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