Dalla Teoria della Generazione Spontanea alla Scoperta dei Batteri

Anche se oggi può sembrarci ovvio è scontato, per millenni l'uomo ha ignorato che a causare determinate malattie fossero degli organismi microscopici.

Fino al 1600, era considerata valida la cosiddetta teoria della generazione spontanea, secondo la quale alcuni organismi possono generarsi spontaneamente dalla materia non vivente. L'esempio classico è quello delle larve, ritenute capaci di generarsi dal nulla in un pezzo di carne in decomposizione.

Il primo a invalidare tale teoria fu Francesco Redi, medico personale del granduca di Toscana. Redi mise due pezzi di carne fresca in due recipienti separati, lasciando aperto il primo e proteggendo il secondo dalle mosche con una retina. Dopo alcuni giorni notò che solo il recipiente aperto brulicava di larve. Redi, quindi, dimostrò che le larve non si generano dal nulla ma che derivano dalle uova deposte dalle mosche.

Dell'esistenza dei microrganismi si iniziò a parlare soltanto nel XVIII secolo, grazie agli studi del modenese Lazzaro Spallanzani, che per primo coniò e introdusse nella letteratura medica il termine "germe". La scoperta dei batteri viene però attribuita ad Antony Leeuwenhoek (1632-1723), commerciante di tessuti appassionato di microscopi.

Leeuwenhoek osservò come, dopo essersi lavato i denti, nei depositi di tartaro erano presenti delle "bestioline viventi". Tale scoperta fu resa possibile dall'ottimizzazione del microscopio ottico, che lo stesso Leeuwenhoek aveva costruito e che successivamente Hooke migliorò ulteriormente.

L'avvento del microscopio moderno, tuttavia, aprì nuovi interrogativi sulla teoria della generazione spontanea. Dalle prime osservazioni, infatti, sembrava che la semplice esposizione all'aria di una sostanza organica portasse in breve tempo allo sviluppo di germi sulla sua superficie.

A smentire del tutto l'ipotesi della generazione spontanea dei microbi, intervenne il biologo francese Louis Pasteur. Pasteur fece bollire del brodo all'interno di un pallone di vetro a collo lungo, munito di uno speciale becco a forma di S per impedire l'ingresso della polvere (e dei batteri in essa presenti). Pasteur osservò che, grazie a questi accorgimenti, nel brodo non si generavano batteri e che, quindi, i germi non si generano spontaneamente.

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