Assenzio Effetti

In epoca contemporanea, l'assenzio è spesso ed impropriamente descritto come bevanda allucinogena.

Nessuno studio scientifico o revisione sistematica o caso clinico hanno dimostrato che l'assenzio possiede caratteristiche allucinogene. La convinzione che l'assenzio induca effetti simili è almeno in parte dovuta al fatto che, nel XIX secolo, dopo circa dieci anni di esperimenti sull'alcolismo (250 casi), la psichiatra francese Valentin Magnan ha evidenziato delle allucinazioni a rapida insorgenza dovute alla somministrazione di olio di assenzio; ciò le fece anche distinguere le due forme di dipendenza: quella da alcolici e quella da assenzio. In futuro, le considerazioni della Mangan vennero riviste. Tali conclusioni vennero poi allegramente interpretate da alcuni famosi bevitori, tra i quali soprattutto artisti boemi.

Due personaggi di spicco che contribuirono a diffondere l'idea che l'assenzio vanti potenti caratteristiche psicoattive furono Toulouse-Lautrec e Vincent van Gogh. In uno dei racconti più noti sull'assenzio, dopo aver lasciato un bar in orario di chiusura, Oscar Wilde descrisse nella propria ebrezza una "sensazione spettrale come di tulipani che sfiorano le gambe".

Le ipotetiche proprietà allucinogene dell'assenzio vennero nuovamente alimentate nel 1970, quando un articolo scientifico suggerì la somiglianza strutturale di un chetone dell'assenzio con il THC della cannabis, ipotizzando che potesse avere in qualche modo un'affinità per i recettori nervosi. Questa teoria è stata definitivamente smentita nel 1999.

D'altro canto, il dibattito sull'eventuale effetto dell'assenzio nei confronti del tessuto nervoso in presenza di alcol etilico non è ancora stato risolto del tutto. Alcuni hanno descritto delle sensazioni come di "apertura mentale". L'esperienza più comunemente riportata è un sentore di "lucidità" nell'ebbrezza, una sorta di "ubriachezza lucida".

Ted Breaux, chimico, storico e distillatore di assenzio, sosteneva che tali effetti secondari potrebbero essere l'effetto della concomitanza di alcune erbe stimolanti ad altre sedative. Gli effetti a lungo termine del consumo moderato di assenzio negli esseri umani rimangono sconosciuti, anche se le erbe tradizionalmente utilizzate per la produzione della bevanda sono considerate antidolorifiche e antiparassitarie.

Dunque, oggi è risaputo che l'assenzio non dovrebbe provocare allucinazioni. E' univocamente accettato che le varie segnalazioni sugli effetti allucinogeni dell'assenzio possono essere attribuibili al potenziale venefico di certe sostanze aggiunte alle versioni più economiche della bevanda (nel XIX secolo); ad esempio, l'olio di assenzio, alcol impuro e coloranti tossici (come i sali di rame).

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