Assenzio e Controversie

Un tempo era diffusa la convinzione che la dipendenza da assenzio fosse distinguibile da quella degli altri alcolici; tale circostanza portò alla differenziazione del termine absinthism.

Uno dei primi esperimenti che indusse questa discriminazione fu quello di Valentin Magnan (1864); lo scienziato sottopose contemporaneamente alcune cavie a grandi dosi di vapore d'assenzio, ed altre a vapori solo alcolici. Le cavie esposte ai vapori di assenzio sperimentarono crisi convulsive, mentre gli animai esposti all'alcol non ne soffrirono. Magnan avrebbe poi incolpato la molecola tujone contenuta nella bevanda.

Questo, un tempo accusato d'essere il principio attivo dell'assenzio, è un antagonista del GABA; può produrre spasmi muscolari, ma non vi è alcuna prova diretta che possa provocare delle allucinazioni. Vecchie relazioni stimavano le concentrazioni di tujone nell'assenzio fino a 260mg/l. Le analisi scientifiche più recenti hanno invece smentito le prime misure, dimostrando che nell'assenzio contemporaneo è presente solo una traccia del tujone. Oggi, la bevanda rientra negli attuali standard europei.

I test condotti sui topi per studiare la tossicità dell'assenzio hanno mostrato una DL50 (dose letale in grado di uccidere il 50% del campione di ricerca) orale di circa 45mg/kg di tujone, impossibile da introdurre con l'alcolico. Questo perché l'elevata percentuale di alcool nella bevanda comporterebbe la morte del soggetto prima che i tujone possano diventare pericolosi.

In alcuni casi documentati di avvelenamento acuto da tujone per ingestione orale, la sorgente della sostanza non era assenzio commerciale, ma piuttosto fonti alternative come gli oli essenziali comunemente in vendita (che possono contenere fino al 50% tujone).

Uno studio pubblicato sul "Journal of Studies on Alcohol" ha concluso che alte dosi (0,28mg/kg) di tujone in soluzione alcolica possono avere effetti negativi sulle prestazioni mentali, ritardando il tempo di reazione e obbligando i soggetti a concentrare la loro attenzione nel campo visivo centrale. Basse dosi (0,028mg/kg) non hanno prodotto effetti diversi da quelli della soluzione di controllo (alcol etilico). Gli effetti dei campioni con alte dosi sono risultati statisticamente significativi nel test in doppio cieco ed i soggetti stessi sono stati in grado di identificare in modo affidabile quale campione conteneva il tujone. Per una media di 65kg, i campioni ad alte dosi nello studio erano pari a 18,2mg di tujone. Per raggiungere gli effetti evidenziati nello studio, in virtù del limite imposto dall'UE (35 mg/l), sarebbe necessario un consumo di ben 0,5L di bevanda; ovviamente, poiché l'assenzio ha una gradazione compresa tra 45 e 75°, questo determinerebbe anzitutto un avvelenamento acuto da alcol.

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