Asma del fornaio

L'asma professionale è scatenata dalla presenza, nei luoghi di lavoro, di uno o più agenti sensibilizzanti.

Nel caso specifico, l'asma del fornaio (o asma del panettiere) è una forma generalmente lieve di asma professionale, causata dall'inalazione di farina. Si tratta di un disturbo di origine allergica, caratterizzato da disturbi respiratori spesso associati a manifestazioni cutanee e a congiuntiviti allergiche Tali sintomi possono insorgere diversi mesi o anni, o addirittura dopo decenni, dall'inizio dell'esposizione professionale alle farine.

Nelle fasi iniziali, i sintomi tendono ad essere lievi e ad attenuarsi nei periodi di astensione dal lavoro, come i week-ends. La rinite (caratterizzata da sintomi come starnutazioni, prurito nasale, rinorrea e congestione nasale) precede molto spesso l'insorgenza dell'asma del fornaio vera e propria.

A scatenare la cosiddetta asma del panettiere è la presenza di glutine nella farina, in particolare delle sue frazioni proteiche gliadine e glutenine; oltre alle componenti del glutine, possono essere coinvolte altre proteine, incluse le albumine e le globuline.

Per spiegare l'insorgenza di questa forma di asma sono stati chiamati in causa come potenziali antigeni anche gli acari della farina e l'amilasi di origine fungina (aspergillus), aggiunta ad alcune farine speciali per aumentarne le capacità panificanti.

L'asma dei fornai, che può interessare in generale anche tutti gli addetti alla lavorazione del pane o della farina, può insorgere non solo per l'esposizione alla farina di frumento, ma anche per quella ad altre farine contenenti glutine, come segale, orzo e avena.

Per la prevenzione dell'asma del fornaio è importante l'adozione di adeguati sistemi di ventilazione nei luoghi di lavoro, spesso assenti o carenti nei piccoli laboratori artigianali. Il sito diario-prevenzione.net, ci ricorda alcune misure elementari a costo zero per diminuire l'esposizione dei lavoratori alla polvere di farina:

  • Vuotare il sacco di farina senza scuoterlo;
  • Versare la farina nell'acqua (e non l'inverso);
  • Spargere la farina a mano o con il setaccio, senza lanciarla;
  • Pulire il piano di lavoro con il raschietto usato per tagliare l'impasto e non con l'uso di strumenti soffianti (mantici o soffietti);
  • Tenere separati gli abiti da lavoro da quelli civili;
  • Non scuotere, né spazzolare gli abiti da lavoro, ma lavarli;
  • Evitare correnti d'aria.

In molti casi l'unica soluzione veramente efficace risiede nel cambio dell'attività lavorativa o, quando possibile, il trasferimento a reparti con minor esposizione alla farina e alle relative polveri.

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