Anoressia e Suicidio

L'anoressia nervosa è una malattia di natura psichiatrica che colpisce prevalentemente il sesso femminile della cultura occidentale.

L'anoressia è un disturbo alimentato da una distorsione della propria immagine corporea, ovvero una percezione differente e negativa (eccessivamente grassa) rispetto a quella collettiva. Per questo, il malato di anoressia tenta di dimagrire nella speranza (vana) che ciò possa contribuire a ridurre il disagio che lo affligge; ovviamente, il tentativo è del tutto inutile in quanto (di solito) la percezione degenera progressivamente, in base allo stato psicologico, dunque non accenna a migliorare nonostante i cambiamenti fisici reali.

Non è ben chiaro se gli altri disturbi, o sintomi, di natura psichiatrica (ansietà, depressione, ossessività ecc) costituiscano una causa, una comorbilità o una conseguenza dell'anoressia nervosa.

D'altro canto, è spesso necessario curare queste condizioni e moderarne i sintomi al fine di ottenere una remissione patologica dell'anoressia nervosa stessa.

L'anoressia nervosa, di per sé, è correlata (anche se gli studi non sono sempre d'accordo) ad un aumento del tasso di mortalità. Oltre alle forme gravissime di denutrizione associata, provocata dalle condotte alimentari inappropriate ed eventualmente dai metodi di compenso e/o purgativi (ad es. vomito autoindotto e/o uso di lassativi), partecipano ad aumentare il tasso di mortalità nell'anoressia nervosa anche le comorbilità psichiatriche; tra queste, depressione, disturbi ossessivi, ansietà ecc. Purtroppo, nelle condizioni più gravi, può sorgere nel soggetto il desiderio di porre fine alla propria esistenza attraverso il suicidio.

In un documento intitolato “Suicidio e tentato suicidio nell'anoressia nervosa e nella bulimia nervosa”, dalla “Università degli Studi “La Sapienza”, Roma” è citato quanto segue.

Nell'anoressia nervosa e nella bulimia nervosa, il suicidio è una delle motivazioni primarie di morte dei pazienti.

Si rileva che i fattori di rischio unanimi siano principalmente: le condotte purgative, la cronicizzazione del disturbo, l'impiego di droghe, i sintomi ossessivi, la depressione maggiore e, per l'anoressia, un Body Mass Index (BMI) estremamente ridotto già dalla prima rilevazione medica.

Nell'anoressia nervosa, il suicidio è valutato come la causa di morte più frequente, mentre i relativi tentativi rappresentano un pericolo di notevole importanza.

Nella bulimia nervosa, i valori statistici riguardanti il suicidio (morte) risultano ancora incerti; al contrario, si osservano moltissimi tentativi. Sembra quindi abbastanza palese che il comportamento suicida tra i soggetti con anoressia e con bulimia nervosa risulti ancora piuttosto sottostimato.

Per concludere, valutando con maggior accuratezza la psicopatologia di questi pazienti ed includendo la relativa tendenza suicida, dovrebbe essere possibile ottimizzare i metodi di prevenzione riguardanti i comportamenti suicidari e quindi ridurre la morte dei soggetti affetti da anoressia e bulimia nervosa.

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