Proteine del Latte e Cancro

Le proteine del latte sono peptidi ad alto valore biologico tradizionalmente considerati molto nutrienti per l'uomo.

Quando si parla di proteine del latte è necessario fare una distinzione tra: latte materno e latte animale. Quello materno ha una composizione su misura per l'organismo in accrescimento, ma la sua disponibilità è limitata ad i primi mesi di vita; quello vaccino (comunemente sinonimo di latte alimentare) è un alimento ricavato dalla mungitura di certe Specie delle quali la più diffusa è senz'altro la mucca. Il latte vaccino vanta un profilo nutrizionale simile ma assolutamente non sovrapponibile a quello umano, ragion per cui i due alimenti non possono essere definiti sostituibili l'un l'altro.

Non tutti gli scienziati considerano il latte come un'importante risorsa alimentare; infatti, per certi ricercatori, questo alimento potrebbe essere addirittura nocivo e compromettere la salute umana.

Una recentissima indagine chiamata “The China Study” (svolta sulla popolazione cinese tra il 2005 e il 2013) collega il cancro al seno femminile con l'esposizione (a lungo termine) della ghiandola mammaria verso concentrazioni troppo elevate degli ormoni femminili; questi sarebbero a loro volta associati amenarca precoce (età alla prima mestruazione), menopausa tardiva ed un'elevata concentrazione di colesterolo nel sangue.

Per gli autori della sperimentale, tutti i suddetti fattori di rischio paiono strettamente legati ad una dieta ricca di proteine animali e, in particolar modo, di caseina del latte vaccino.

Rispetto ad una donna britannica o americana, una donna cinese (che assume circa il 90% in meno degli alimenti di origine animale) è meno esposta agli estrogeni per il 35-40%; come risultato, il tasso di cancro al seno tra le donne cinesi sarebbe pressapoco 1/5 rispetto alle femmine occidentali.

Per contro, anche una ricerca del 2007 intitolata “A role for milk proteins and their peptides in cancer prevention”, ha cercato le eventuali correlazioni tra le proteine del latte e la carcinogenesi ottenendo dei dati piuttosto differenti da quelli precedentemente esposti.

La caseina del latte, i suoi peptidi, ma NON gli aminoacidi liberi, sembrano avere delle proprietà antimutagene (ovvero che si oppongono alla mutazione genetica, il processo basilare per la formazione di cellule tumorali).

Negli animali, le proteine del siero del latte mostrano in quasi tutti gli studi un maggior effetto soppressivo nei confronti dello sviluppo tumorale al colon e alla mammella. Questo beneficio è attribuibile all'elevato contenuto di cistina/cisteina e dipeptidi gamma-glutamil cisteina, quali efficienti substrati per la sintesi del glutatione.

Il glutatione è un antiossidante cellulare onnipresente che, direttamente o attraverso certi enzimi associati, distrugge le specie reattive dell'ossigeno, disintossica dagli agenti cancerogeni, mantiene le proteine in uno stato ridotto (carica elettrica) e garantisce la competenza del sistema immunitario.

Vari esperimenti hanno dimostrato che il potere preventivo riferito alle proteine del siero del latte nei confronti di certi tumori è associato ad un aumento dei livelli di glutatione nel siero ematico e nei tessuti, nonché ad una maggiore proliferazione dei linfociti della milza, della fagocitosi ad opera delle cellule natural killer e dell'attività delle cellule T helper e T citotossiche.

Certe componenti proteiche del siero di latte, come la beta-lattoglobulina, l'alfa-lattoalbumina e l'albumina serica, sono state meno studiate, ma i risultati ottenuti suggeriscono che possano avere un potenziale anticancerogeno.

La lattoferrina invece, che è una molecola secondaria, ha ricevuto maggiori attenzioni, poiché sembra inibire i tumori intestinali e forse quelli di altri siti corporei. La lattoferrina agisce per induzione dell'apoptosi (morte cellulare programmata delle cellule malate), per inibizione dell'angiogenesi (sviluppo capillare), con la modulazione degli enzimi che metabolizzano la sostanza cancerogena e probabilmente rappresenta una riserva di ferro.

L'integrazione alimentare delle mucche con il selenio aumenta il contenuto di selenoproteine nel latte, che nei ratti ha dimostrato di inibire la cancerogenesi del colon.

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