Curcumina

Generalità

Curcuma e curcumina

La curcumina è un pigmento vegetale di colore giallo-arancio acceso. E' abbondantemente rappresentata nel rizoma tuberizzato (radice) di varie specie di curcuma, in particolare in quello della Curcuma longa (o Curcuma domestica).
Curcumina CurcumaLa radice della curcuma è particolarmente sfruttata nella cucina indiana e asiatica per preparare il curry e varie salse tipiche locali, mentre in medicina ayurvedica, grazie al contenuto di curcumina, è utilizza da molti secoli per il trattamento di una grande varietà di disturbi.
Simile alla tonalità dello zafferano, nell'industria alimentare e cosmetica la curcumina rappresenta un additivo alimentare colorante giallo-arancio, etichettato con la sigla E100.
In alimentazione, la curcumina è utilizzata anche come supplemento, in virtù delle sue proprietà nutrizionali.

Applicazioni della curcumina

Per riassumere, le destinazioni più frequenti della curcumina sono:

  • Integratore alimentare o rinforzo dietetico
  • Additivo alimentare o cosmetico
  • Aromatizzante per gli alimenti, quali, ad esempio, le bevande al gusto di  curcuma particolarmente diffuse in Giappone.

Le vendite annuali della curcumina sono aumentate soprattutto a partire dal 2012, grazie all'aumento della popolarità come supplemento dietetico (integratore alimentare).
Inoltre, è sempre più diffusa nei cosmetici per la cura della pelle a base di “ingredienti naturali”.
Come colorante, viene utilizzata soprattutto nel continente asiatico.
Il mercato economicamente più rilevante è localizzato in Nord America, dove nel 2014 le vendite hanno superato i 20 milioni di dollari.


Curcumina negli alimenti

La curcumina è il curcuminoide più abbondante e caratteristico della curcuma (radice).
Secondo alcuni studi, il contenuto medio di curcumina nella radice secca polverizzata di curcuma si aggira attorno al 3%, un valore che varia sensibilmente (1,06% - 5,70%) in relazione alla specie, al terreno e alle condizioni ambientali in cui cresce la pianta.

Modeste e ancor più variabili sarebbero le concentrazioni di curcumina nel curry e negli altri prodotti derivati.


Scoperta della curcumina

La curcumina venne isolata per la prima volta dai rizomi della curcuma nel 1815 da Vogel e Pelletier, che le diedero il nome ancora oggi in uso.

Chimica della curcumina

La curcumina appartiene al gruppo dei curcuminoidi.
Dal punto di vista chimico-nutrizionale, la curcumina è classificata tra i fenoli (più precisamente polifenoli) e, come descriveremo, vanta una serie di pregi metabolici a dir poco significativi.
In particolare, la curcumina rientra in una piccola classe di metaboliti secondari delle piante, chiamati “diarileptanoidi”.
Nella sua struttura chimica, incorpora vari gruppi funzionali, la cui struttura è stata identificata solo nel 1910 (quasi un secolo dopo la sua scoperta).
La curcumina è utilizzata come indicatore per il boro e reagisce con l'acido borico formando un composto rossastro detto "rosocyanine".


Curcumina

Indicazioni

Quando usare la curcumina?

Nonostante il meccanismo d'azione della curcumina, e più in generale dei curcuminoidi, non sia ancora stato pienamente compreso, recenti evidenze hanno delineato le prime indicazioni terapeutiche.
Più precisamente, la curcumina e i curcuminoidi sembrerebbero esercitare funzioni:

  • Antiossidanti: proteggendo le strutture cellulari dagli effetti lesivi dei radicali liberi dell'ossigeno
  • Antinfiammatorie: riducendo l'espressione di enzimi coinvolti nello sviluppo della reazione infiammatoria
  • Antitumorali: da un lato inibendo il processo di neoangiogenesi e dall'altro inducendo il processo apoptotico.

Per questi motivi, da tantissimi anni la curcumina e i curcuminoidi vengono impiegati nell'ambito di:

  • Trattamento delle patologie infiammatorie, anche ad andamento cronico
  • Prevenzione dell'invecchiamento e delle patologie ossidative come la cataratta
  • Gestione della patologia artrosica e artritica
  • Prevenzione delle patologie neurodegenerative come l'Alzheimer
  • Detossificazione da sostanze tossiche
  • Epato-protezione.

Proprietà ed Efficacia

Quali benefici ha dimostrato la curcumina nel corso degli studi?

Le proprietà della curcumina più interessanti - perché potenzialmente utili nella cura di un ventaglio piuttosto ampio di patologie - sono quelle:

Molto interessanti sono gli studi attualmente pubblicati in letteratura sui potenziali effetti preventivi e terapeutici della curcumina e dei curcuminoidi.
Sebbene gran parte di questi lavori sia stata condotta su modelli sperimentali, non mancano indicazioni preziose anche in vivo per l'essere umano.
Esiste tuttavia un aspetto metabolico che, se da un lato rappresenta un inconveniente per l'effetto generico delle forme tumorali, dall'altro attribuisce alla curcumina un'efficacia specifica sull'apparato digerente; stiamo parlando della biodisponibilità.

Biodisponibilità della curcumina

Studi clinici condotti su esseri umani rivelano come la curcumina sia una molecola scarsamente biodisponibile quando assunta per via orale; più precisamente, la curcumina viene rapidamente coniugata a livello epatico e intestinale in curcumina glucuronide e curcumina solfato, oppure ridotta a esaidrocurcumina; questi metaboliti esplicano un'attività biologica inferiore rispetto alla curcumina.
Studi di farmacocinetica hanno dimostrato che se la curcumina viene assunta a dosaggi inferiori a 3,6-4 g/die, la curcumina stessa e i suoi metaboliti possono risultare non rilevabili nel plasma.
Per contro, esistono delle evidenze scientifiche secondo cui la curcumina somministrata oralmente tende ad accumularsi nei tessuti dell'apparato digerente, dove non a caso esplica le sue più interessanti e dimostrate attività biologiche e terapeutiche. Al di fuori di questo tratto, la limitata biodisponibilità della sostanza pone maggiori dubbi sulle potenziali applicazioni cliniche, assai promettenti in vitro e su modelli animali, ma difficilmente trasferibili all'essere umano in toto. Non a caso, l'abilità della curcumina di indurre la morte di vari tipi di cellule tumorali in vitro, ha poi suscitato interesse soprattutto nella prevenzione di alcuni tipi di cancro, come quello orale, gastrico, epatico, pancreatico e soprattutto colon-rettale.

Curcuma e cancro

Insieme a licopene (pomodori), genisteina (soia), resveratrolo (vino rosso), quercetina (cipolle, capperi, molti altri vegetali) ed epigallocatechina-3 gallato (tè verde), la curcumina rappresenta una delle molecole vegetali più studiate per le potenziali proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e chemiopreventive nei confronti di diversi tipi di cancro.
Mentre licopene e genisteina hanno dimostrato potenziali applicazioni contro il cancro alla prostata, il resveratrolo e la curcumina sembrano più attivi contro il cancro al colon.
Come abbiamo già spiegato, la curcumina tende ad accumularsi nei tessuti dell'apparato digerente, per i quali trova maggiori applicazioni preventivo-terapeutiche.
Allo stadio attuale della scienza, l'integrazione con curcumina può assolutamente essere presa in considerazione dal medico sia nell'ottica di prevenire lo sviluppo di tumori gastro-intestinali in soggetti predisposti, sia come coadiuvante di chemioterapici tradizionali come il 5-fluorouracile e l'oxaliplatino.


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Curcumina e infiammazione

Numerosi sono i lavori, sia sperimentali che clinici, relativi all'utilità della curcumina nella gestione delle patologie infiammatorie.
Osservata la capacità di inibire l'espressione di mediatori della flogosi, quali il TNF alfa, l'IL1 e l'IL8, l'uso della curcumina si è rivelato prezioso in corso di patologie infiammatorie come l'artrite reumatoide, il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa, l'uveite anteriore cronica e altre patologie rare, caratterizzate da infiammazione cronica. Oltre a modificare il decorso e l'intensità della malattia, questa integrazione ha determinato un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti.

Curcumina e Alzheimer

Secondo alcuni autori, l'uso adeguato di curcumina potrebbe determinare una riduzione dell'accumulo neuronale di proteina beta amiloide.

A questo cambiamento istologico seguirebbe un rallentamento della progressione della patologia, con il miglioramento di alcuni parametri cognitivi.

Curcumina e salute cardiovascolare

La curcumina e i curcuminoidi si sarebbero rivelati efficaci anche nel ridurre il rischio cardiovascolare. L'azione protettiva sarebbe da ricondurre alla capacità di inibire l'ossidazione delle lipoproteine LDL - note per l'elevata aterogenicità - e di ridurre il danno vascolare. Tali risultati, per il momento osservati unicamente in modelli sperimentali, potrebbero tuttavia costituire applicazioni importanti in ambito clinico.

Curcumina e proteina C reattiva

La curcumina sembra ridurre i livelli serici di proteina C-reattiva, anche se non è stata osservata alcuna relazione dose-risposta.

  • L'eccesso di proteina C-reattiva è correlato all'infiammazione sistemica, che a sua volta si manifesta in certe patologie croniche.

Curcumina: cosa dice la scienza oggi?

Secondo una revisione del 2017, che ha coinvolto oltre 120 studi, la curcumina non ha dimostrato alcun successo in qualsiasi sperimentazione clinica considerata.
Questa certezza ha portato gli autori a concludere che

"la curcumina è un composto reattivo ma non biodisponibile e instabile; di conseguenza, è altamente improbabile che se ne possa trarre un vantaggio significativo in ambito clinico”.


Studi fraudolenti sulla curcumina

Gli studi effettuati sull'interazione tra curcumina e cancro condotti da Bharat Aggarwal, un ex ricercatore del “MD Anderson Cancer Center”, sono stati ritenuti fraudolenti e successivamente ritirati dall'editore.

Dosi e Modo d'Uso

Come usare la curcumina e i curcuminoidi?

Negli ultimi anni sono sorte diverse forme di curcumina brevettate, dove la sostanza si trova lavorata in modo tale e/o coniugata ad altre molecole allo scopo di favorirne l'assorbimento.
Considerato che l'emivita dopo somministrazione orale varia dalle due alle otto ore, è auspicabile l'assunzione di curcumina in dosi multiple (3 o 4) durante la giornata.
Le dosi normalmente consigliate variano da 400 a 800 mg, da ripetere tre volte al giorno.
Se ne consiglia l'assunzione a stomaco pieno e con piperina o bromelina per migliorarne l'assorbimento.

Effetti Collaterali

Due studi clinici preliminari effettuati in pazienti affetti da cancro, che hanno consumato alte dosi di curcumina (fino a 8 grammi al giorno per 3-4 mesi) non hanno mostrato alcuna tossicità, anche se certi individui hanno lamentato nausea o diarrea lieve.
Inoltre, all'uso della curcumina e dei curcuminoidi, seppur raramente, è stata associata la comparsa di:

ControindicazioniCurcumina Integratore

Quando non dev'essere usata la curcumina?

L'uso di curcumina e curcuminoidi è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, litiasi biliare e patologie ostruttive delle vie biliari.

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di curcumina e curcuminoidi?

Diverse sono le interazioni farmacologiche documentate tra curcumina o curcuminoidi e altri principi attivi. Tra queste, sarebbe opportuno ricordare:

Al contrario, l'assunzione contestuale di Piperina e Bromelaina potrebbe aumentare l'assorbimento intestinale, e la biodisponibilità, della curcumina.
In studi sperimentali, la curcumina risulterebbe inoltre efficace nel ridurre la nefrotossicità di alcuni principi attivi.

Precauzioni per l'Uso

Cosa serve sapere prima di prendere la curcumina e i curcuminoidi?

L'uso di curcumina dovrebbe essere evitato, data l'assenza di studi a riguardo, durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno.
Un'attenta supervisione medica durante l'assunzione di curcumina, sarebbe invece necessaria nei pazienti affetti da reflusso gastroesofageo od ulcera peptica, data la potenziale azione irritante nei confronti della mucosa gastrica. Per lo stesso motivo, sarebbe preferibile assumere integratori di curcumina o curcuminoidi durante il pasto.


Sebbene alcuni trials clinici supportino l'attività terapeutica della curcumina in presenza di varie malattie, è bene non perdersi in eccessivi entusiasmi, almeno fino a quando saranno disponibili ulteriori e più convincenti evidenze scientifiche. E' quindi sconsigliabile abbandonare la terapia farmacologica tradizionale senza aver prima consultato il medico.