Diabete di Tipo 2

Generalità

Il diabete di tipo 2 è la più comune forma di diabete mellito, una malattia metabolica caratterizzata da iperglicemia.
All'origine del diabete di tipo due ci sono generalmente 2 alterazioni: l'insulino-resistenza e un deficit di secrezione dell'ormone insulina, da parte delle cellule del pancreas deputate a tale funzione.
DiabeteI sintomi tipici del diabete di tipo 2 sono: poliuria, polidipsia, polifagia, lenta guarigione dalle ferite, stanchezza ricorrente, disturbi della visione, cefalea e prurito cutaneo.
Nel diabete di tipo 2, l'obiettivo della terapia è riportare la glicemia entro valori normali.
Per raggiungere il suddetto obiettivo, i trattamenti indispensabili sono: una dieta sana ed equilibrata, e la pratica regolare di esercizio fisico.

Breve ripasso del diabete mellito: cos'è?

Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una malattia metabolica la cui insorgenza è legata all'insulina, un ormone fondamentale per mantenere nella norma i livelli di glucosio nel sangue.
Esistono diverse tipologie di diabete mellito, alcune decisamente più comuni e note di altre. Tra le tipologie più comuni, figurano il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale; tra le meno comuni, invece, rientrano, il cosiddetto diabete secondario e il diabete MODY.
La caratteristica che accomuna tutte le tipologie di diabete mellito è l'iperglicemia, ossia l'alta concentrazione di glucosio nel sangue.


Per approfondire: Tipi di Diabete

Cos'è il diabete di tipo 2?

Il diabete di tipo 2 è una tipologia di diabete mellito in cui l'iperglicemia può dipendere da due alterazioni:

  1. L'insolita resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina (insulino-resistenza)
  2. Il progressivo e inarrestabile declino della capacità, propria delle isole di Langerhans, di produrre insulina (deficit di secrezione dell'insulina).

Queste due alterazioni possono agire singolarmente oppure, come accade nella maggior parte delle circostanze, tendono a sommarsi l'una all'altra.

Epidemiologia

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete mellito più comune; secondo le stime più attendibili, infatti, circa il 90% dei diabetici presenti in tutto il mondo ne sarebbe portatrice (N.B: a coprire il ristante 10% dei casi di diabete sono principalmente il diabete di tipo 1 e il diabete gestazionale).
Il diabete di tipo 2 colpisce più frequentemente i soggetti adulti; in particolare, la tendenza di quest'ultimi a sviluppare la malattia metabolica in questione diviene progressivamente più consistente a partire dai 35-40 anni. Il tasso d'insorgenza del diabete di tipo 2 nei soggetti giovani è alquanto modesto, anche se, negli ultimi anni, ha registrato un aumento non trascurabile rispetto a diversi decenni fa.
Il diabete di tipo 2 è strettamente associato al problema dell'obesità, la quale è probabilmente uno dei fattori di rischio più importanti.
Negli ultimi 30 anni, la diffusione mondiale del diabete di tipo 2 è aumentata in modo quasi esponenziale: se nel 1985 le diagnosi di diabete di tipo 2 erano circa 30 milioni, nel 2015 hanno raggiunto quota 392 milioni.

Cause

Secondo medici e scienziati, il diabete di tipo 2 dipenderebbe da una combinazione tra fattori genetici, che conferiscono una certa predisposizione allo sviluppo della malattia in questione, e fattori ambientali, che agiscono da elementi concretizzanti la suddetta predisposizione.

Quali sono i fattori ambientali di maggiore rilievo ?

Tra i fattori ambientali di maggiore rilievo, per quanto riguarda lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2, figurano:

  • L'obesità. L'aumento del peso corporeo comporta un aumento nella sintesi di trigliceridi, i quali, essendo in eccesso, vanno ad accumularsi anche nelle cellule pancreatiche. L'accumulo di trigliceridi nelle cellule pancreatiche diminuisce la funzione di quest'ultime;
  • La sedentarietà. Di contro, l'esercizio fisico ostacola l'insorgenza del diabete di tipo 2;
  • L'invecchiamento. L'età avanzata sembra contribuire a rendere manifesti i difetti genetici che sono alla base del diabete di tipo 2;
  • Una dieta ricca di zuccheri semplici. L'assorbimento degli zuccheri semplici richiede molta insulina. Pertanto, in una persona predisposta al diabete mellito di tipo 2, l'assunzione di troppi zuccheri semplici ha l'effetto di esaurire la capacità, già limitata per motivi genetici, delle cellule beta del pancreas di produrre insulina.
  • L'ipertensione;
  • Livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) inferiori o uguali a 35 mg/ml;
  • Livelli di trigliceridi maggiori o uguali a 250 mg/ml.

Cenni di fisiopatologia

In genere, il diabete di tipo 2 comincia con la resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina (insulino-resistenza).
Dall'insulino-resistenza, quindi, scaturisce una maggiore richiesta di insulina, richiesta che però le cellule beta delle isole di Langerhans sono incapaci di esaudire a dovere.
Il bisogno di più insulina, abbinato alle difficoltà delle cellule beta pancreatiche nel soddisfare il suddetto bisogno, è responsabile di un incremento della glicemia oltre la norma e di un peggioramento delle capacità funzionali – già in parte compromesse per una predisposizione genetica – delle stesse cellule beta pancreatiche; su quest'ultime, infatti, è come se la domanda di più insulina avesse l'effetto di accelerare il declino a cui sono destinate da sempre.

Fattori di rischio del diabete di tipo 2

Brevemente, i fattori di rischio del diabete di tipo 2 sono:

Sintomi, segni e complicazioni

Dipendenti dalla presenza di iperglicemia, i tipici sintomi del diabete di tipo 2 consistono in:

Talvolta, a questi sintomi, possono aggiungersene altri, tra cui:

  • Cefalea;
  • Prurito cutaneo;
  • Irritabilità;
  • Facilità a sviluppare infezioni.

Come esordisce?

Diversamente dal diabete di tipo 1, che esordisce in modo alquanto rapido, il diabete di tipo 2 s'instaura molto lentamente e impiega diverso tempo (anche anni) per rendere manifesti i sintomi legati all'iperglicemia; in alcuni pazienti, addirittura, può capitare che questi sintomi si mantengano sempre molto lievi, quasi impercettibili.
La comparsa lenta e soprattutto la tendenza della sintomatologia a mantenersi in modo lieve spiegano perché, abbastanza di frequente, la diagnosi di diabete di tipo 2 avvenga per caso, nel corso di esami di laboratorio eseguiti per altre ragioni.


Uno stato metabolico intermedio tra la normalità e il diabete di tipo 2: il prediabete

Abbastanza di frequente, le persone con diabete di tipo 2 hanno sofferto, in precedenza, di prediabete, una condizione metabolica che si colloca tra la normalità e il diabete mellito (di tipo 2) vero e proprio.
Esistente in due forme, note come alterata glicemia a digiuno e alterata tolleranza al glucosio, il prediabete è quasi sempre privo di sintomi e si segnala per una sola alterazione, sicuramente importante, che è l'iperglicemia.

Segni clinici più rilevanti

I segni clinici caratteristici del diabete di tipo 2 che emergono, classicamente, dagli esami del sangue e di laboratorio sono, in ordine di importanza:

Ricordando che spesso il paziente con diabete di tipo 2 è una persona obesa, di fronte alla concomitante presenza di iperglicemia a digiuno, trigliceridi alti, iperuricemia e obesità, i medici parlano di una condizione nota come sindrome metabolica.

Complicazioni

Il diabete di tipo 2 è una malattia da cui, con una certa facilità, possono scaturire complicanze, alcune anche molto gravi e dai potenziali effetti letali.
Dipendenti con molta probabilità dall'iperglicemia, le complicanze del diabete di tipo 2 sono distinguibili in acute e a lungo termine (o croniche).
Le complicanze acute si possono riassumere, sostanzialmente, nel cosiddetto coma iperosmolare non chetosico, una condizione clinicamente assai rilevante che può portare dapprima all'incoscienza e poi addirittura alla morte.


Per approfondire: Complicanze Acute del Diabete


Le complicanze a lungo termine, invece, consistono in alterazioni a carico dei grossi vasi sanguigni arteriosi (macroangiopatia diabetica) e dei capillari (microangiopatia diabetica), da cui deriva una maggiore tendenza allo sviluppo di malattie cardiovascolari e patologie come la nefropatia diabetica, la retinopatia diabetica, l'ulcera diabetica (si veda piede diabetico), la neuropatia diabetica, la cataratta ecc.


Quando rivolgersi al medico?

La presenza in un individuo adulto della necessità di urinare spesso, associata a sette intensa e ai fattori di rischio tipici del diabete di tipo 2 (es: obesità, ipertensione, sedentarietà e trigliceridi alti),  rappresenta un campanello d'allarme importante e merita un consulto medico immediato.

Diagnosi

Come affermato, una caratteristica sempre presente nel diabete di tipo 2 (e in tutte le forme di diabete mellito) è l'iperglicemia; pertanto, il riscontro di quest'ultima è fondamentale nella diagnosi.
Per determinare la presenza di iperglicemia servono un prelievo di sangue venoso e la successiva misurazione, su questo sangue venoso appena prelevato, della quantità di glucosio presente.
Secondo gli ultimi criteri proposti dagli esperti dell'ADA (American Diabetes Association), una persona soffre di diabete quando sono soddisfatte le seguenti tre condizioni:

  • La glicemia (cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) è > a 200 milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl) in qualsiasi momento del giorno.
  • La glicemia a digiuno è > a 126 mg/dl.
    In condizioni di normalità dovrebbe essere inferiore a 100 mg/dl.
  • La glicemia dopo 120 minuti dall'OGTT (test orale di tolleranza al glucosio o test da carico orale di glucosio) è > a 200 mg/dl.
    In condizioni di normalità dovrebbe essere inferiore a 140 mg/dl.

Come distinguere il diabete di tipo 2 dal diabete di tipo 1

Nella quasi totalità delle circostanze, i medici sono in grado di distinguere il diabete di tipo 2 dal diabete di tipo 1 attraverso l'esame obiettivo, l'analisi della storia clinica del paziente e altre caratteristiche di quest'ultimo come per esempio l'età.
Se nonostante queste valutazioni permangono dei dubbi, i test che permettono di eliminare ogni perplessità sono due:

  • Un test anticorpale specifico per il diabete di tipo 1. Si ricorda che il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, che presenta livelli anomali di alcuni particolari anticorpi.
  • La quantificazione dei livelli di peptide C, un costituente fondamentale del precursore dell'insulina, che in caso di diabete di tipo 2 è nella norma o elevato, mentre in caso di diabete di tipo 1 è meno del normale.
Tabella. Elementi che permettono di distinguere un diabete di tipo 2 da un diabete di tipo 1, senza il ricorso a test approfonditi.
Elementi tipici del diabete di tipo 2

Elementi tipici del diabete di tipo 1

Comparsa in età adulta;
Presenza di fattori di rischio, quali obesità, sedentarietà, ovaio policistico, trigliceridi alti associati a bassi livelli di HDL e ipertensione;
Storia familiare di diabete di tipo 2;
Appartenenza alla razza nera, ispanica, indiana d'America o asioamericana;
Esordio lento dei sintomi e sintomatologia non sempre marcata.

Comparsa in età giovanile;
Storia familiare di diabete di tipo 1;
Insorgenza abbastanza veloce dei sintomi e sintomatologia marcata.


Terapia

Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica da cui è impossibile guarire, ma che, con i trattamenti adeguati, è ampiamente controllabile.
Alla pari di tutti gli altri tipi di diabete, anche nel caso del diabete di tipo 2, la cura ha l'obiettivo finale di riportare nella norma i livelli troppo elevati di glucosio ematico. Del resto, sintomi e complicanze del diabete di tipo 2 (nonché di tutti gli altri tipi di diabete) dipendono dall'iperglicemia.
diabete dietaPer normalizzare la glicemia troppo elevata, sono fondamentali l'attuazione di una dieta sana ed equilibrata, e la pratica regolare di esercizio fisico; se dieta e attività fisica dovessero risultare insufficienti, esiste un ulteriore sussidio che permette di abbattere l'iperglicemia: i cosiddetti ipoglicemizzanti orali.
Infine, l'ultimo aspetto da segnalare, in questa panoramica relativa alla cura del diabete di tipo 2, è il controllo periodico degli effetti della terapia in corso. Con un cadenza generalmente settimanale (almeno nel primo periodo della malattia), questo controllo serve al medico curante per capire se i trattamenti adottati stanno funzionando oppure se necessitano di una modifica, perché inefficaci o scarsamente efficaci.


Tabella. La cura del diabete di tipo 2 in breve.
Scopo terapeutico 

Riportare nella norma i livelli troppo elevati di glucosio ematico

Trattamenti cardine

Dieta sana ed equilibrata
Regolare esercizio fisico

Cure complementari

Terapia farmacologica a base di ipoglicemizzanti orali (N.B: se hanno perso efficacia, si ricorre all'insulina sintetica)

Controllo glicemia

Settimanale, specie nelle prime fasi della malattia


Per approfondire:

Perché è importante la dieta?

Nell'essere umano, la glicemia è strettamente dipendente dal cibo ingerito. Per esempio, un pasto ad alto contenuto di zuccheri comporta un innalzamento marcato della glicemia (nonché una produzione abbondante di insulina).
Alla luce di ciò, è facile intuire l'importanza che ha un certo tipo di dieta sul controllo di una glicemia alterata, come quella presente in caso di diabete di tipo 2.
Per approfondire il tema dieta e diabete di tipo 2:

Perché è importante l'esercizio fisico?

L'esercizio fisico è utile al diabetico di tipo 2, perché:

  • Favorisce il passaggio del glucosio dal sangue ai tessuti (in particolare quelli muscolari) attraverso un meccanismo indipendente dall'insulina. Ciò comporta, chiaramente, una riduzione dei livelli ematici di glucosio.
  • Migliora la sensibilità dei tessuti all'insulina, contrastando il fenomeno dell'insulino-resistenza, che ostacola l'entrata di glucosio nelle cellule (e aumenta la richiesta di insulina).

Inoltre, l'esercizio fisico è importante, in quanto diminuisce il rischio cardiovascolare, aiuta a normalizzare il peso corporeo nei casi di diabete di tipo 2 associati a obesità e, infine, ha favorevoli effetti psicologici.
Per approfondire il tema diabete di tipo 2 e attività fisica:

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